di Corinna Pindaro
Ultimo vertice sulla legge di bilancio 2025: Meloni punta all’accordo definitivo, ma maggioranza e ministero dell’Economia restano divisi sulle coperture. Tra richieste di nuove misure, stretta sugli emendamenti e calendario parlamentare a rischio
Il nuovo incontro a Palazzo Chigi sulla legge di bilancio nasceva nelle intenzioni della premier Giorgia Meloni come l’appuntamento decisivo. Per gli alleati di maggioranza, però, si è trasformato in un’ulteriore occasione per tentare di ampliare i margini della manovra, finora priva delle misure identitarie rivendicate dai partiti.
La riunione, durata circa due ore, si è conclusa senza una soluzione definitiva sul nodo centrale: reperire le risorse per finanziare modifiche e nuovi interventi richiesti al Senato da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati.
I protagonisti dell’incontro e il nodo delle coperture
Meloni ha aperto il vertice affiancata dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dal presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi. Presenti anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il viceministro Maurizio Leo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e i capigruppo della coalizione a Palazzo Madama.
Al termine, il capogruppo azzurro Maurizio Gasparri ha parlato di “passi avanti”, pur rinviando al ministero dell’Economia un supplemento di lavoro sulle coperture. Anche Tajani ha riconosciuto progressi, precisando però che “resta ancora da fare”.
Le richieste dei partiti e le nuove ipotesi di finanziamento
La maggioranza arriva all’incontro con una lista ridotta di temi da approfondire, tra cui cedolare secca sugli affitti brevi, iperammortamenti, regime fiscale sui dividendi, esclusione della prima casa dall’Isee e misure per l’emersione dell’oro da investimento.
Forza Italia punta ad eliminare l’aumento della cedolare secca al 26% per il primo immobile in affitto breve e a rivedere la stretta sui crediti fiscali, chiedendo inoltre risorse aggiuntive per sanità e forze dell’ordine. La Lega insiste sul pacchetto sicurezza, sulla rottamazione anche per le cartelle da accertamento e sulla riduzione del canone Rai da 90 a 70 euro.
Per finanziare le proposte, Salvini propone un aumento dell’Irap per le banche, mentre Forza Italia guarda alla rivalutazione dell’oro. Tra le ipotesi valutate dal Tesoro compaiono una tassa sui pacchi extra UE fino a 150 euro, una stretta sulle plusvalenze aziendali e un inasprimento della tassazione sulla rivalutazione dei terreni.
La linea del Tesoro e i vincoli europei
Il ministero dell’Economia sta verificando la sostenibilità delle nuove proposte, più volte giudicate critiche da Giorgetti, che ha ribadito la necessità di rispettare il nuovo Patto di stabilità europeo e di non alterare l’impianto approvato dal Consiglio dei ministri. Meloni ha confermato che il saldo di bilancio non può essere modificato.
La selezione degli emendamenti al Senato
La commissione Bilancio del Senato ha dichiarato inammissibili 105 dei 414 emendamenti segnalati. Diciotto sono stati esclusi per estraneità di materia e potranno essere sostituiti; ottantasette per mancanza di coperture e dovranno essere riformulati indicando nuove fonti di finanziamento.
Condoni edilizi e patrimonio immobiliare
Tra gli emendamenti approvati restano le proposte di Fratelli d’Italia per riaprire vecchi condoni edilizi e ridurre le sanzioni relative agli abusi più gravi. Avanza anche la misura per far emergere le cosiddette case “fantasma”. Bocciata invece l’idea di obbligare i Comuni al rilascio automatico dei titoli in sanatoria.
Misure respinte e riformulate
Non passa l’emendamento leghista sul Mes, che prevedeva di utilizzare 5 miliardi del contributo italiano al fondo europeo per ridurre le tasse nel triennio 2026-2028. Respinta anche la proposta sulla responsabilità civile dei medici e quella che voleva escludere dal tetto retributivo pubblico i compensi dei manager di società quotate partecipate dallo Stato.
Farmacie, canone Rai e Piano casa
Supera l’esame la riforma della disciplina delle farmacie, che introduce più trasparenza societaria e protocolli di separazione informativa tra controllanti e controllate.
Prosegue l’iter per il taglio del canone Rai nel 2026, con un costo stimato di 430 milioni. Si ferma invece la riscrittura del Piano casa leghista, che avrebbe utilizzato fondi nazionali ed europei per un programma pluriennale.
Opzione donna e percorso parlamentare
Esclusa anche la proroga di Opzione donna, che puntava ad ampliare i requisiti fino a fine 2025. Fratelli d’Italia sta lavorando a una nuova copertura per tentare di recuperarla.
Sul calendario parlamentare, la Camera prevede l’arrivo della manovra il 19 dicembre, ma la tempistica dipende dal via libera del Senato, il cui esame inizierà solo il 15 dicembre. Il governo valuta quindi di spostare l’approdo a Montecitorio al 28 dicembre, con approvazione finale il giorno successivo.
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