di Carlo Longo
L’Italia conquista per la terza volta di fila la Coppa Davis battendo 3-0 la Spagna nella finale di Bologna. Berrettini e Cobolli firmano il successo in singolare davanti a un’arena gremita. Una vittoria storica per un gruppo compatto e determinato
L’Italia riscrive la storia della Coppa Davis conquistandola per la quarta volta e, soprattutto, per il terzo anno consecutivo. A Bologna, davanti a un pubblico travolgente, la squadra azzurra ha superato la Spagna con un netto 3-0 nei match previsti, confermando la forza di un gruppo che ha saputo imporsi anche senza alcuni dei suoi protagonisti storici.
Berrettini apre la strada superando Carreño Busta
Il primo punto è arrivato grazie a Matteo Berrettini, impeccabile nel battere Pablo Carreño Busta con un doppio 6-3, 6-4. L’azzurro ha dominato la partita, sostenuto dal tifo assordante del Bologna Arena. Al termine dell’incontro, Berrettini ha sottolineato quanto il successo abbia un valore particolare: «Questa vittoria ha un sapore speciale. La forza del gruppo è stata decisiva». Ha poi ricordato il percorso di Flavio Cobolli, suo compagno di squadra: «Conosco Flavio da quando ha lasciato il calcio per dedicarsi al tennis. È un combattente».
Cobolli completa l’opera in rimonta
Il secondo punto, quello decisivo per la conquista della Davis, porta la firma di Flavio Cobolli, protagonista di una rimonta emozionante contro Jaume Munar. Dopo aver perso il primo set 1-6, l’azzurro ha ribaltato la partita imponendosi al tiebreak nel secondo parziale (7-6) e chiudendo 7-5 nel terzo. Con questa vittoria, l’Italia ha messo al sicuro l’intera finale già prima del doppio.
Un’arena gremita e una festa tutta azzurra
La Tennis Arena di Bologna si è trasformata in un muro azzurro per la finale. Ad aprire la giornata è stata la cantante Francesca Michielin, mentre sugli spalti non sono mancati striscioni e cori a sostegno degli atleti italiani. Tra i più fotografati quello che recitava «vinciamo anche senza Sinner», a ricordare che sia l’Italia sia la Spagna erano prive dei rispettivi fuoriclasse: Jannik Sinner e Lorenzo Musetti da una parte, Carlos Alcaraz dall’altra.
Una squadra che convince anche senza i big
Nonostante le assenze importanti, la squadra azzurra ha dimostrato compattezza, solidità mentale e un livello di gioco altissimo. Berrettini lo ha ribadito dopo la sua vittoria: «Qui non conta chi scende in campo, siamo tutti una sola squadra». Una mentalità che ha permesso all’Italia di dominare ogni incontro della competizione.
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