di Velia Iacovino
Si tratta del terzo visitatore cosmico di questo tipo mai osservato. Il punto di massimo avvicinamento alla Terra è previsto per il 19 dicembre, a circa 170 milioni di miglia di distanza

Pochi giorni prima di Halloween, una semplice frase lanciata sui social ha trasformato un evento astronomico in un caso mediatico globale: «Wait… what’s the tea on 3I/ATLAS?!?!!!???»A scriverla è stata Kim Kardashian, imprenditrice, modella, personaggio televisivo e una delle figure più influenti della cultura pop contemporanea. Regina dei reality, fondatrice di brand di successo e protagonista costante del dibattito pubblico – dai diritti civili alla giustizia penale – Kardashian vanta centinaia di milioni di follower e un’immediata capacità di amplificare qualsiasi tema tocchi. Nello slang angloamericano, l’espressione “what’s the tea?” significa letteralmente “qual è il pettegolezzo?”, ma nel linguaggio dei social assume il senso più ampio di “che cosa sta succedendo davvero?”, “qual è la verità dietro a questa storia?”. Con il suo stile teatrale, enfatizzato da punti interrogativi ed esclamativi, Kim stava di fatto chiedendo: che cos’è davvero 3I/ATLAS e dobbiamo preoccuparci?
3I/ATLAS è il nome assegnato a una cometa interstellare, un oggetto proveniente da un altro sistema stellare e attualmente in transito all’interno del nostro Sistema Solare. Dopo ʻOumuamua nel 2017 e la cometa Borisov nel 2019, si tratta del terzo visitatore cosmico di questo tipo mai osservato. Il tema ha immediatamente catturato l’attenzione dei media internazionali, tanto che il New York Times ha dedicato un approfondimento al crescente interesse pubblico e scientifico attorno a questo corpo celeste dagli origini sconosciute. A rassicurare il pubblico è intervenuto Sean Duffy, amministratore ad interim della NASA, con parole nette: «Niente alieni. Nessuna minaccia per la vita sulla Terra». Duffy ha precisato che il termine “3I” indica semplicemente la classificazione del terzo oggetto interstellare identificato e non suggerisce alcuna natura artificiale o ostile.
Nonostante ciò, il fascino dell’ignoto ha rapidamente fatto il suo corso. Il tema è approdato anche nel popolare podcast di Joe Rogan, mentre su Google si è registrato un improvviso picco di ricerche legate a “3I/ATLAS”, ai corpi interstellari e ai sistemi di difesa planetaria.Lo scienziato Andrew Siemion, responsabile scientifico del progetto Breakthrough Listen – uno dei principali programmi dedicati alla ricerca di segnali di intelligenza extraterrestre – ha raccontato al New York Times un episodio emblematico di questa nuova curiosità collettiva: fermato in aeroporto da uno sconosciuto dopo aver parlato della cometa, si è sentito dire quanto il tema stesse ormai accendendo l’immaginazione popolare.
«Le persone ne sono consapevoli e sono molto eccitate», ha spiegato.
A spostare ancora più in là il confine tra rigore scientifico e ipotesi suggestive è stato Avi Loeb, astrofisico di Harvard noto per il suo approccio non convenzionale. In diverse dichiarazioni pubbliche, Loeb ha ipotizzato che 3I/ATLAS potrebbe non essere una semplice cometa naturale, ma persino una sorta di sonda artificiale camuffata, parlando di una probabilità – non scientificamente calcolata – compresa tra il 30 e il 40 per cento. Il punto di massimo avvicinamento alla Terra è previsto per il 19 dicembre, a circa 170 milioni di miglia di distanza. Con una battuta che ha fatto il giro del web, Loeb ha ironizzato:
«Invierà mini-sonde verso il nostro pianeta come regali di Natale?»
Una frase ripresa e discussa anche dal New York Times, simbolo perfetto dell’incontro tra scienza, cultura pop e immaginario fantascientifico.
Nel mondo accademico, tuttavia, prevale prudenza. David Jewitt, dell’Università della California a Los Angeles (UCLA), sottolinea che tutti i dati raccolti finora sono perfettamente compatibili con il comportamento di una cometa naturale. Anche le cosiddette anomalie – l’elevata presenza di anidride carbonica, livelli insoliti di nichel e la particolare colorazione blu-verde osservata durante l’avvicinamento al Sole – trovano spiegazioni plausibili nei processi fisici e chimici già conosciuti.Nelle prossime settimane, 3I/ATLAS sarà osservata da alcuni tra i più potenti strumenti mai costruiti dall’uomo, tra cui il telescopio Hubble e il James Webb Space Telescope. A questi si aggiungerà in futuro il Vera Rubin Observatory in Cile, destinato a individuare sempre più spesso oggetti provenienti da oltre il nostro Sistema Solare.
Nel frattempo, la cometa continua il suo viaggio silenzioso nello spazio. Un frammento di universo lontano che, grazie a un tweet di Kim Kardashian e all’eco del New York Times, è diventato il punto di incontro tra scienza, celebrità, teorie audaci e una domanda antica quanto l’umanità: siamo davvero soli nell’universo?
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L’articolo 3I/Atlas. Cometa o Ufo? Uno strano oggetto non identificato è comparso nel nostro sistema solare. Kardashian tweetta e il web si scatena proviene da Associated Medias.

