di Corinna Pindaro
Il Consiglio di Stato conferma lo stop al self check-in per gli affitti brevi quando manca un’identificazione sicura dell’ospite. La sentenza ribadisce la priorità della sicurezza, pur aprendo all’uso di tecnologie come video-identificazione e dispositivi digitali
Il self check-in negli affitti brevi non viene abolito, ma potrà essere utilizzato solo quando è possibile garantire
un’identificazione certa dell’ospite, anche a distanza. È questo il principio fissato dal Consiglio di Stato, che ha definitivamente annullato la sentenza del Tar Lazio del maggio 2025, ripristinando di fatto la circolare del Viminale del dicembre 2024. Secondo i giudici, la tutela della sicurezza pubblica deve prevalere sulle esigenze di semplificazione commerciale, purché resti aperta la possibilità di utilizzare strumenti elettronici in grado di accertare con precisione l’identità dell’alloggiato.
Un anno di polemiche e la stretta sulle key box
La decisione arriva al termine di una vicenda iniziata nel novembre 2024, quando il Ministero dell’Interno aveva diffuso una circolare che metteva al bando l’utilizzo dei cosiddetti “lucchettoni”, le key box che permettono di ritirare autonomamente le chiavi degli alloggi. Il Viminale riteneva insufficiente il semplice invio telematico dei documenti, in quanto non garantiva che la persona che accedeva alla struttura fosse effettivamente la stessa che aveva fornito i dati. La misura, pensata anche in vista del Giubileo 2025, aveva spinto molti Comuni a rimuovere i dispositivi, provocando la protesta dei gestori.
La posizione del Tar e il ricorso del Viminale
Le associazioni di categoria avevano contestato la circolare davanti al Tar Lazio, sostenendo che la normativa vigente consentisse già sistemi di verifica digitale sicuri e che l’obbligo di presenza fisica fosse eccessivo e non previsto dal Testo Unico di Pubblica Sicurezza. A maggio, il Tar aveva accolto il ricorso, liberalizzando nuovamente il self check-in. Il Viminale aveva però impugnato la decisione, evidenziando l’importanza del controllo diretto in funzione preventiva, soprattutto rispetto a potenziali rischi per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale.
La decisione definitiva: priorità alla sicurezza
Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Ministero dell’Interno, sottolineando che i sistemi automatizzati non garantiscono un livello di certezza sufficiente sull’identità dell’ospite. Per i giudici, l’accertamento visivo resta un presidio indispensabile, perché consente di verificare la corrispondenza tra il volto della persona che accede all’alloggio e quello riportato nel documento. In quest’ottica, il ruolo del gestore non può essere completamente sostituito da procedure digitali che non assicurano un riscontro in tempo reale.
Tecnologie digitali ammesse: identità certa anche senza presenza fisica
Pur confermando la necessità di una verifica affidabile, il Consiglio di Stato apre però alla possibilità di utilizzare strumenti tecnologici avanzati per effettuare il riconoscimento a distanza. Nella sentenza si specifica che la verifica “de visu” può essere compiuta tramite dispositivi predisposti dal gestore all’ingresso della struttura, come videocamere, sistemi di videocollegamento o strumenti digitali in grado di acquisire un’immagine del volto e confrontarla con il documento presentato. Soluzioni come spioncini digitali o QR code intelligenti possono quindi garantire l’identificazione senza richiedere l’incontro fisico.
Un compromesso tra sicurezza e innovazione
La sentenza ristabilisce così una linea di equilibrio: da un lato l’esigenza primaria di prevenire reati e minacce, dall’altro la volontà di non frenare l’innovazione tecnologica nel settore dell’ospitalità. Il self check-in non sparisce, ma diventa utilizzabile solo nei casi in cui si possa verificare con precisione chi entra nella struttura. Una soluzione che segna un passo deciso verso forme di accoglienza più sicure, senza rinunciare alle opportunità offerte dal digitale.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Affitti brevi, stop al self check-in senza verifica: il Consiglio di Stato ristabilisce le regole proviene da Associated Medias.

