di Carlo Longo
Il nuovo progetto di Donald Trump per la pace in Ucraina allarma l’Unione Europea. Preoccupazioni per le concessioni a Putin, mancate consultazioni e rischi per la sicurezza del continente
Dubbi crescenti, irritazione diffusa e forte inquietudine dominano l’atmosfera a Bruxelles. Il progetto presentato da Donald Trump come proposta di pace per l’Ucraina non trova sostegno in Europa. L’intera agenda della riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue è stata di fatto stravolta dalle presunte concessioni di Washington a Vladimir Putin, con reazioni immediate e tutt’altro che incoraggianti. L’Alta Rappresentante Kaja Kallas ha ribadito che una soluzione credibile richiede il pieno coinvolgimento dell’Europa e dell’Ucraina, senza scorciatoie diplomatiche.
Una proposta considerata rischiosa per la sicurezza europea
Il principale nodo sta nell’esclusione dell’Unione Europea dal processo decisionale. Bruxelles denuncia di non essere stata informata e teme che il piano statunitense possa minare la sicurezza del continente. Secondo diversi diplomatici, l’impostazione americana risulterebbe pericolosa perché non riconosce la responsabilità russa nell’invasione e non prevede un cessate il fuoco immediato, lasciando così il conflitto in una situazione di continua instabilità.
Le critiche di Kallas e dei ministri europei
Kaja Kallas ha evidenziato come, al momento, non emerga alcun segnale di reale disponibilità da parte del Cremlino. Le bombe che continuano a cadere sui civili ucraini dimostrano – secondo l’Alta Rappresentante – l’assenza di un impegno russo verso una tregua incondizionata.
Il capo della diplomazia francese ha ribadito che qualunque accordo deve portare a una pace “giusta” e non a una resa mascherata. In modo altrettanto netto si è espresso il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, sottolineando che l’Europa è il principale sostenitore dell’Ucraina e che, proprio per questo, deve essere consultata. Sikorski ha aggiunto che non può essere la vittima del conflitto a subire limitazioni nella propria difesa, mentre l’aggressore dovrebbe vedere ridotto il proprio potenziale offensivo.
La posizione della presidenza Ue e la risposta italiana
Anche la Danimarca, che detiene la presidenza di turno dell’Unione, ha ribadito una linea rigorosa. Il ministro Lara Locke Rasmussen ha ricordato che la questione dell’eventuale cessione di territori ucraini non può essere trattata senza la presenza diretta di Kyiv. Un richiamo forte che segna la posizione europea: nessuna trattativa sulla pelle dell’Ucraina.
A conferma della linea comune, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito che l’Ue proseguirà con il pacchetto di sanzioni contro la Russia, sottolineando la necessità di mantenere pressioni costanti su Mosca.
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