di Ennio Bassi

Boom di offerte nei settori sanità, edilizia, ristorazione e tecnologia. Il mercato del lavoro elvetico attira con salari alti, fiscalità favorevole e qualità della vita

La Svizzera lancia un nuovo appello al mercato del lavoro europeo: servono 85.000 lavoratori, e l’urgenza è destinata a crescere fino a 365.000 posti scoperti entro la fine dell’anno. A confermarlo sono i dati diffusi dal portale Eures, che segnalano un forte incremento delle offerte, in particolare per candidati italofoni, molto ricercati nei cantoni di lingua italiana.

Il Paese alpino si conferma tra le mete più attrattive per chi cerca lavoro all’estero, grazie a salari tra i più alti al mondo(tra 3.500 e 6.500 euro mensili, con punte oltre i 100.000 franchi l’anno nel settore IT), burocrazia snella, fiscalità vantaggiosa e una qualità della vita d’eccellenza.

I profili più richiesti

Le offerte spaziano da figure altamente qualificate come medici, infermieri, ingegneri, esperti IT e digitali a professioni operative: operai edili, falegnami, carpentieri, autisti, camerieri, cuochi e personale alberghiero.

In particolare, la domanda è forte nei seguenti settori:

  • Sanità: urgente bisogno di infermieri, OSS e medici, vista l’età avanzata del personale (1 medico su 4 ha più di 60 anni).

  • Edilizia: richiesti operai specializzati, falegnami e muratori (stipendi tra 4.200 e 6.200 euro).

  • Ristorazione e hotellerie: cuochi, chef e camerieri (3.700–4.700 euro/mese).

  • Tecnologia e informatica: sviluppatori, analisti di sicurezza, ingegneri IT, con retribuzioni che superano i 100.000 franchi l’anno.

  • Customer service, marketing, vendite, contabilità, HR, traduzioni: in particolare presso aziende che operano con mercati di lingua italiana (salari medi attorno ai 75.000 euro annui).

Lavorare da frontalieri: una scelta conveniente

Una delle formule preferite dagli italiani è quella del lavoro transfrontaliero, grazie al permesso G che consente di lavorare in Svizzera e rientrare settimanalmente in Italia, beneficiando di stipendi elvetici e di un costo della vita più basso. Le nuove regole fiscali rendono questa opzione ancora più interessante.

Tra i requisiti più apprezzati dai datori di lavoro elvetici: puntualità, precisione, autonomia, e ovviamente la conoscenza della lingua del cantone (tedesco, francese o italiano). Per alcune professioni è necessario il riconoscimento del titolo di studio.

Le regole per trasferirsi

Per lavorare in Svizzera è obbligatorio avere un’offerta di lavoro. I cittadini dell’Unione Europea possono accedere tramite diverse modalità:

  • Contratti inferiori a 3 mesi: nessun permesso, ma obbligo di notifica.

  • Contratti da 3 a 12 mesi: permesso L, valido fino a 1 anno.

  • Contratti oltre i 12 mesi o a tempo indeterminato: permesso B, con validità quinquennale.

  • Frontalieri (residenti in Italia): permesso G, con obbligo di rientro settimanale.

Esiste anche la possibilità di ottenere il permesso C (soggiorno permanente), dopo 10 anni di residenza continuativa, o 5 anni per i cittadini di alcuni Paesi UE. Tuttavia, questo status resta legato alla stabilità lavorativa.

Con il sistema produttivo sotto pressione e una popolazione in progressivo invecchiamento, la Svizzera guarda ancora una volta oltre i suoi confini. Per molti italiani in cerca di nuove opportunità, il Paese offre stipendi competitivi, stabilità e prospettive reali di crescita. Un’occasione da valutare con attenzione, soprattutto in un momento di forte mobilità del mercato del lavoro europeo.

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