di Mario Tosetti

Mosca avrebbe inviato un gruppo specializzato di istruttori militari in Venezuela per trasformare droni commerciali in armi avanzate, mentre cresce la tensione tra Caracas e Washington. Ecco cosa sta accadendo

Con l’aumento della presenza navale statunitense davanti alle coste venezuelane, nei vertici militari di Caracas cresce l’idea che solo un aiuto esterno possa

venezuela
CARACAS, VENEZUELA – JULY 5: President of Venezuela Nicolas Maduro arrives for the military parade as part of 214th anniversary of Venezuela’s independence celebrations on July 5, 2025 in Caracas, Venezuela. (Photo by Jesus Vargas/Getty Images)

riequilibrare la situazione. La Russia, impegnata a destinare i propri sistemi d’arma più sofisticati al conflitto in Ucraina, non sarebbe in grado di fornire missili o caccia avanzati. Tuttavia, secondo indiscrezioni raccolte dagli apparati occidentali, avrebbe scelto una strada meno appariscente ma strategicamente decisiva: inviare specialisti capaci di trasformare semplici droni commerciali in armi letali.

Un gruppo ristretto di tecnici sarebbe giunto nella capitale il 28 ottobre a bordo di un cargo Ilyushin Il-76 della compagnia russa Aviacon Zitotrans, già sanzionata per legami con la Wagner. Si tratterebbe di un’unità di dieci persone con competenze molto specifiche nella costruzione e gestione di droni collegati tramite fibra ottica. Questi velivoli, capaci di percorrere fino a quaranta chilometri, sono quasi impossibili da neutralizzare con i sistemi elettronici americani. Nel velivolo sarebbero arrivati anche numerosi kit per convertire normali quadricotteri in droni kamikaze difficili da intercettare.

Il ruolo della misteriosa unità Rubicon

Secondo fonti citate dal sito investigativo Intelligence Online, gli specialisti apparterrebbero all’unità russa Rubicon, un reparto creato dal ministro della Difesa Belusov per ottenere un vantaggio nel campo delle bombe volanti, uno dei fronti più critici della guerra in Ucraina. Il gruppo è composto da giovani piloti, ingegneri e veterani abituati al combattimento diretto. A guidarlo sarebbe il colonnello Sergey Budnikov, ufficiale dei marines con lunga esperienza sul fronte orientale.

L’unità Rubicon è conosciuta per la capacità di adattare rapidamente tecniche e mezzi a seconda del terreno. È attribuita proprio a loro l’ideazione dei “quadricotteri da imboscata”, droni capaci di nascondersi a bordo strada per colpire mezzi nemici in transito. In Venezuela, la missione avrebbe trovato base all’interno del complesso militare di Fuerte Tiuna, una zona altamente protetta alle porte della capitale.

L’integrazione con gli arsenali venezuelani di derivazione iraniana

Gli istruttori avrebbero iniziato a formare immediatamente i droneros venezuelani, fornendo nuove tecniche operative compatibili con l’arsenale già presente nel Paese. Caracas dispone infatti di droni iraniani come gli Shahed 136 e i Mohajer-2, alcuni dei quali assemblati localmente grazie a una fabbrica inaugurata nel 2012 da Hugo Chávez. L’arrivo dei tecnici russi punta a un’integrazione più efficace tra i velivoli di origine iraniana e i sistemi modificati tramite kit russi, creando un insieme più flessibile e potenzialmente pericoloso per un eventuale intervento statunitense.

La lezione del Mar Rosso e il timore del Pentagono

Negli ultimi anni, i droni a basso costo si sono rivelati un problema serio per le flotte occidentali. Le offensive degli Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb hanno costretto le navi americane a impiegare armamenti molto più costosi per neutralizzare minacce relativamente economiche. Questo squilibrio ha spinto il Pentagono a sviluppare nuove soluzioni, inclusi sistemi a microonde in grado di disabilitare le componenti elettroniche dei droni.

Resta però un interrogativo: tali contromisure saranno efficaci contro i droni collegati via cavo, che risultano immuni agli attacchi elettronici? Queste armi non rappresentano una minaccia diretta per le navi USA, ma potrebbero rivelarsi estremamente pericolose in caso di operazioni terrestri, ad esempio durante uno sbarco di marines.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Russia e Venezuela: istruttori inviati da Mosca per potenziare l’uso dei droni contro la pressione degli USA proviene da Associated Medias.