di Martina Esposito

L’ex prima ministra del Bangladesh è stata condannata a morte per crimini contro l’umanità legati alla sanguinosa repressione delle rivolte del 2024. L’ex leader, attualmente in esilio in India, ha respinto ogni accusa definendo il procedimento “una farsa orchestrata da un governo illegittimo”

Un tribunale speciale del Bangladesh ha emesso una sentenza capitale nei confronti dell’ex prima ministra Sheikh Hasina, condannandola a morte per il suo presunto coinvolgimento nella brutale repressione delle proteste popolari che, nell’estate del 2024, portarono alla fine del suo quindicennio di governo. Le rivolte, scoppiate a seguito di una crescente crisi politica ed economica, provocarono la morte di circa 1.400 persone. Il giudice Golam Mortuza Mozumder, presidente del collegio giudicante, ha affermato che “tutti gli elementi necessari per configurare il crimine contro l’umanità sono stati dimostrati”, annunciando la condanna a morte dell’ex capo del governo bengalese, giudicata in contumacia.

Hasina: “Una vendetta politica”

Sheikh Hasina, attualmente rifugiata in India, ha definito la sentenza “una vendetta politica”. In una dichiarazione rilasciata tramite i suoi legali, l’ex premier ha denunciato la mancanza di imparzialità del tribunale: “Non si tratta di giustizia, ma di un processo farsa messo in scena da un regime senza legittimazione democratica”. Ha inoltre sottolineato che le violenze del 2024 non furono “una repressione pianificata, ma il risultato del caos sfuggito di mano”.

La leader ha ribadito la sua disponibilità a comparire di fronte a una corte indipendente, chiedendo che il caso venga sottoposto alla Corte penale internazionale dell’Aja: “Non temo un processo equo. Sono pronta a difendermi di fronte a giudici imparziali e sulla base di prove concrete”.

Ora il rischio di nuove tensioni

Oltre ad Hasina, il tribunale ha pronunciato la pena di morte anche per l’ex ministro dell’Interno Asaduzzaman Khan Kamal, anch’egli in fuga. L’ex capo della polizia nazionale, Chowdhury Abdullah Al-Mamun, è stato invece condannato a cinque anni di reclusione, dopo aver collaborato con la giustizia fornendo elementi ritenuti cruciali per l’indagine. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, la lettura del verdetto è stata trasmessa in diretta televisiva, suscitando applausi tra i presenti in aula. La sentenza rischia ora di alimentare ulteriori tensioni in un Paese già segnato da profonde divisioni politiche e sociali.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Bangladesh, condannata a morte in contumacia l’ex premier Sheikh Hasina proviene da Associated Medias.