di Corinna Pindaro
Roberto Vannacci torna a far discutere con un post su Facebook che rivaluta il fascismo. Dure reazioni da Pd e opposizione: “Revisionismo pericoloso e offensivo per la democrazia”
Un nuovo post di Roberto Vannacci ha scatenato una tempesta politica e mediatica. L’ex generale, oggi eurodeputato e vicesegretario della Lega, ha pubblicato su Facebook una lunga riflessione sul fascismo, riaprendo un dibattito che sembrava archiviato. Con toni provocatori, Vannacci ha presentato una sorta di “lezione” sulla storia del Ventennio, rivendicando alcune presunte conquiste del regime di Mussolini.
Nelle sue parole ricompare la vecchia formula “Mussolini ha fatto anche cose buone”, un’espressione che in passato ha alimentato molte polemiche e che oggi riemerge in chiave politica.
Le affermazioni contestate
Nel post, Vannacci ripercorre gli eventi che portarono Mussolini al potere, sostenendo che la sua elezione in Parlamento nel 1921 fu “una scelta democratica”, e che la Marcia su Roma non costituì un colpo di Stato, ma “una manifestazione di piazza”. Citando lo storico Francesco Perfetti, l’eurodeputato insiste sull’idea che il fascismo, almeno fino alla metà degli anni Trenta, avrebbe agito entro i limiti dello Statuto Albertino.
Arriva persino a ricordare che le leggi razziali del 1938 furono approvate “secondo le procedure previste dalla legge”, un’affermazione che ha immediatamente sollevato accuse di revisionismo e di banalizzazione dei crimini del regime. Nei commenti al post, molti utenti hanno replicato ricordando il delitto Matteotti, le violenze politiche e l’alleanza con Hitler, elementi totalmente omessi nella narrazione di Vannacci.
Reazioni politiche e accuse di revisionismo
Le parole dell’ex generale hanno suscitato una valanga di critiche, soprattutto dal Partito Democratico. Il senatore Francesco Verducci ha definito “vergognosa” la presa di posizione di Vannacci, chiedendo alla Lega di prendere le distanze: “È inaccettabile che il vicesegretario di un partito di governo tenti di riabilitare il fascismo. Se la Lega si considera ancora antifascista, deve intervenire e rimuoverlo dal suo ruolo”.
Anche la senatrice Simona Malpezzi ha condannato duramente l’episodio: “Cercare di riscrivere la storia del fascismo è indecente e pericoloso. Non parliamo di un dibattito accademico, ma di un tentativo di revisionismo che offende la memoria delle vittime della dittatura e i valori della Costituzione”.
Critiche anche da Avs e opposizioni
Le reazioni non si sono limitate al Pd. La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella, ha definito Vannacci “ridicolo più che pericoloso”, ma ha invitato i leghisti storici a ribellarsi a quella che ha descritto come “una deriva nostalgica di un partito che fu federalista e antifascista”.
Sulla stessa linea Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del Pd, che ha accusato Vannacci di “riscrivere in modo goffo e falsato la storia del regime”. Fornaro ha ricordato gli omicidi politici, la soppressione dei partiti di opposizione e la violenza sistematica che accompagnò l’ascesa del fascismo: “Non una parola sul delitto Matteotti, eppure fu lo stesso Mussolini a rivendicare in Parlamento la presa del potere”.
Il silenzio della Lega e il peso politico del caso
Mentre le opposizioni chiedono chiarimenti, la Lega per ora tace. Matteo Salvini non ha commentato le dichiarazioni del suo vice, alimentando ulteriori polemiche. Molti esponenti politici e commentatori sottolineano come questo silenzio rischi di mettere in imbarazzo il partito, storicamente radicato in un’area che ha sempre rivendicato l’antifascismo.
Il caso Vannacci, tuttavia, sembra destinato a non esaurirsi presto. Tra accuse di revisionismo e richieste di intervento da parte della Lega, la polemica sul fascismo torna a occupare il centro della scena politica italiana, riportando alla ribalta uno dei capitoli più controversi della storia del Paese.
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