di Mario Tosetti

La Commissione Europea introduce norme più rigide sui visti per i cittadini russi. Controlli rafforzati e limitazioni ai visti multipli per ragioni di sicurezza

La Commissione Europea ha annunciato un nuovo pacchetto di misure restrittive che rende più difficile per i cittadini russi visti ueottenere visti d’ingresso nell’area Schengen.
L’obiettivo è rafforzare la sicurezza interna dell’Unione e contrastare le crescenti preoccupazioni per episodi di sabotaggio, spionaggio e propaganda ritenuti collegati a Mosca.

L’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Kaja Kallas, ha spiegato la decisione in un post su X:

«È difficile giustificare l’avvio di una guerra e aspettarsi di poter circolare liberamente in Europa. Viaggiare nell’Ue è un privilegio, non un diritto».

La scelta, ha sottolineato Kallas, è legata anche ai continui disturbi causati dai droni e ad atti ostili compiuti in diversi Paesi europei.

La replica di Mosca: “Una decisione ipocrita”

La risposta russa non si è fatta attendere.
La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha criticato duramente l’iniziativa della Commissione Ue, accusando Bruxelles di doppio standard.
Secondo Zakharova, «l’Europa occidentale preferisce accogliere migranti illegali che vivono di sussidi o disertori ucraini, piuttosto che turisti russi che possono spendere».

Una dichiarazione che riflette il clima di tensione diplomatica crescente tra Mosca e Bruxelles, in un contesto segnato dal conflitto in Ucraina e dalle sanzioni europee contro la Russia.

Cosa cambia con le nuove regole sui visti

Le nuove disposizioni prevedono una limitazione drastica dei visti multipli, quelli che permettono ingressi ripetuti nell’area Schengen per lunghi periodi.
Ogni domanda di visto presentata da cittadini russi sarà sottoposta a verifiche più approfondite e frequenti, per prevenire potenziali abusi legati a spionaggio, propaganda o attività sovversive.

La misura si applica solo ai cittadini russi residenti in Russia che presentano domanda presso i consolati europei nel Paese.
Non riguarda invece i cittadini di altre nazionalità che vivono in Russia, a meno che non possiedano anche un passaporto russo.

Eccezioni e categorie autorizzate

Il nuovo regolamento prevede solo due categorie di cittadini russi che potranno ancora ottenere un visto multiplo, ma con criteri molto rigidi:

  • Familiari stretti di cittadini dell’Unione Europea o di russi che risiedono legalmente in Europa (coniugi, figli minorenni, genitori). Potranno ottenere un visto valido per un anno, ma solo se hanno già utilizzato tre visti regolari negli ultimi due anni.

  • Lavoratori dei trasporti internazionali (marinai, autisti, camionisti, personale ferroviario) che viaggiano per motivi professionali. In questo caso, il visto multiplo sarà valido per nove mesi e concesso solo a chi ha già usato due visti regolari negli ultimi due anni.

Possibilità di deroghe per categorie vulnerabili

Nonostante la stretta, i singoli Stati membri mantengono la possibilità di concedere eccezioni in casi giustificati.
Potranno infatti rilasciare visti di lunga durata a dissidenti politici, giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani o altre persone considerate a rischio nel loro Paese.

In questo modo, la Commissione cerca di bilanciare la sicurezza europea con la tutela dei diritti fondamentali, garantendo protezione a chi ne ha reale necessità.

Un segnale politico e simbolico

La stretta sui visti per i cittadini russi rappresenta più di una misura amministrativa: è un segnale politico forte.
L’Unione Europea ribadisce così che la mobilità verso l’Europa non è un diritto acquisito, ma un privilegio legato al rispetto delle regole internazionali.
Una linea che conferma la volontà di Bruxelles di mantenere pressione diplomatica e politica su Mosca, rafforzando al contempo la sicurezza interna dell’Unione.

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