di Redazione

Putin avverte che la Russia potrebbe rivedere la propria posizione sugli esperimenti nucleari se gli Stati Uniti dovessero avviarli. Intanto, il conflitto in Ucraina si intensifica mentre Kiev smentisce i successi annunciati da Mosca

Il Cremlino torna ad alzare i toni sul dossier nucleare, rispondendo all’incertezza generata dalle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Il capo del Cremlino, Vladimir Putin, ha dato istruzioni ai vertici del governo e dell’intelligence russa di elaborare possibili scenari per l’avvio di test nucleari, qualora gli Stati Uniti decidano di riprendere attività sospese da oltre trent’anni.

L’annuncio è arrivato al termine di una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale russo, convocata proprio per analizzare le intenzioni di Washington. Sebbene Putin abbia ribadito che Mosca rispetta pienamente il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT), ha anche affermato che la Russia non resterà immobile se altri Paesi violeranno gli impegni internazionali. “Non prevediamo di uscire dal trattato”, ha detto Putin, “ma se gli Stati Uniti o altri firmatari decideranno di condurre test, la Russia risponderà con misure proporzionate”.

Nel frattempo, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha precisato che non sono ancora stati avviati preparativi concreti, ma è stato chiesto di valutare la possibilità di riprendere le attività, sospese dal 1990, nel sito artico di Novaya Zemlya, usato durante l’epoca sovietica.

L’ombra dell’ambiguità americana

A generare confusione sono state le recenti dichiarazioni di Trump, secondo cui gli Stati Uniti dovrebbero “riprendere i test” in risposta alle presunte attività di Cina e Russia – che però hanno entrambe smentito di aver infranto la moratoria.

In seguito, il segretario all’Energia, Chris Wright, ha chiarito che gli ordini di Trump non includono esplosioni nucleari, ma si limitano a test su componenti non esplosive delle testate, con l’obiettivo di verificarne l’affidabilità.

La risposta russa non si è fatta attendere. Serghei Naryshkin, a capo dei servizi di intelligence esteri (SVR), ha fatto sapere che l’ambasciata russa a Washington ha chiesto chiarimenti formali, ma senza ricevere risposte sostanziali. “Abbiamo ottenuto solo vaghe rassicurazioni”, ha lamentato.

Guerra in Ucraina: propaganda e controffensive

Sul fronte del conflitto in Ucraina, il ministero della Difesa russo ha affermato che le posizioni ucraine a Kupyansk e Pokrovsk sono ormai prossime al collasso, invitando i soldati di Kiev alla resa. Tuttavia, da parte ucraina è arrivata una decisa smentita, con la pubblicazione di foto e comunicati che mostrano il 425° Reggimento d’Assalto “Skelya” mentre riconquista il palazzo del consiglio comunale, dove sarebbe stata nuovamente issata la bandiera ucraina.

Sul piano militare, continuano i raid con droni da entrambe le parti. L’Ucraina ha colpito raffinerie nella regione russa di Yaroslavl, causando danni contenuti secondo le autorità locali. Allo stesso tempo, in territorio ucraino, un drone russo ha centrato un veicolo civile a Seredyna-Buda, nella regione di Sumy, uccidendo il conducente e ferendo tre passeggeri.

Jolie a Kherson: visita a sorpresa negli ospedali

In un momento di massima tensione, ha suscitato clamore la visita inattesa di Angelina Jolie, attrice e Ambasciatrice di Buona Volontà delle Nazioni Unite, in un ospedale pediatrico e in una struttura per la maternità a Kherson, città colpita ripetutamente nei mesi scorsi.

L’episodio ha avuto un risvolto curioso: durante un controllo, il bodyguard della celebrità è stato fermato dalle autorità ucraine per la verifica dei documenti. Jolie si è recata personalmente in commissariato per chiarire la situazione, ottenendo il rilascio della sua guardia del corpo senza ulteriori conseguenze.

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