di Ennio Bassi

Il ciclone tra i più violenti dell’anno ha colpito la zona centrale del Paese. Interi quartieri allagati e decine di persone intrappolate. I soccorsi operano con barche per raggiungere i superstiti

È salito ad almeno 40 morti il bilancio del violento tifone Kalmaegi, che ha travolto la parte centrale delle Filippine, causando devastazioni soprattutto sull’isola di Cebu, la più popolosa del Paese. Le autorità locali parlano di una delle peggiori tempeste dell’anno.

Il tifone ha provocato piogge torrenziali che hanno rapidamente trasformato interi quartieri in fiumi di acqua fangosa, trascinando via automobili, container e qualsiasi cosa si trovasse sul loro cammino. Secondo i media locali, la maggior parte delle vittime è annegata, sorpresa dall’improvviso innalzamento dell’acqua.

In molte aree, centinaia di persone si sono rifugiate sui tetti delle abitazioni in attesa di aiuto. I soccorritori sono stati costretti a intervenire con barche per recuperare i superstiti e portare in salvo famiglie rimaste isolate.

Il governo filippino ha dichiarato lo stato di emergenza nelle province colpite e mobilitato le forze armate per contribuire alle operazioni di evacuazione e assistenza. Si temono ancora dispersi, mentre l’attenzione resta alta per possibili frane e nuove esondazioni.

Ogni anno le Filippine affrontano decine di cicloni tropicali, ma Kalmaegi si sta confermando tra i più distruttivi del 2025, lasciando dietro di sé devastazione, sfollati e un Paese ancora una volta in ginocchio davanti alla forza della natura.

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