di Carlo Longo
Octay Stroici, 66 anni, è deceduto in ospedale dopo il crollo avvenuto nel cantiere di restauro finanziato dal PNRR. Indagini in corso per omicidio e disastro colposo
È morto all’ospedale Umberto I Octay Stroici, l’operaio di 66 anni di origine romena rimasto sepolto per oltre 11 ore sotto le macerie del cantiere alla Torre dei Conti, in via dei Fori Imperiali a Roma. Il crollo, avvenuto nella giornata del 3 novembre, ha coinvolto quattro dei nove operai presenti: tre sono stati salvati, Stroici è stato estratto in condizioni gravissime e non ce l’ha fatta.
Secondo quanto riferito dal Policlinico Umberto I, l’operaio è arrivato in arresto cardiocircolatorio e nonostante le manovre di rianimazione prolungate per circa un’ora, il decesso è stato constatato poco dopo la mezzanotte.
Sul tragico episodio è stata aperta un’inchiesta per omicidio colposo e disastro colposo da parte della Procura di Roma. L’area è stata sequestrata dai Carabinieri, che stanno conducendo sopralluoghi con la polizia giudiziaria e i tecnici della Asl e del Nucleo Ispettorato del Lavoro, per accertare le cause del cedimento.
Il crollo è avvenuto in due momenti distinti, alle 11:30 e poi alle 12:50, mentre la struttura era in fase di ristrutturazione grazie a fondi del PNRR. Secondo quanto dichiarato dal sindaco Roberto Gualtieri, si era appena conclusa la rimozione dell’amianto e stava per iniziare la seconda fase dei lavori, con interventi strutturali di consolidamento.
«Siamo vicini alla famiglia di Octay Stroici. Roma proclamerà una giornata di lutto cittadino», ha dichiarato Gualtieri, deponendo un mazzo di fiori sul luogo della tragedia.
Cordoglio è stato espresso da tutte le massime cariche istituzionali. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “grande dolore” per una perdita che «ha colpito tutta l’Italia». Anche il ministro dell’Interno Piantedosi ha ringraziato i Vigili del Fuoco per “lo straordinario impegno nelle operazioni di soccorso”, e Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha definito l’evento “una tragedia che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese”.
La CGIL di Roma e Lazio ha chiesto il lutto cittadino, parlando di una “giornata di dolore e rabbia”, mentre il governatore del Lazio, Francesco Rocca, ha ribadito: «Di lavoro non si può e non si deve morire».
La Torre dei Conti, edificio medievale situato in una delle aree archeologiche più importanti della Capitale, era inagibile dal 2007 e oggetto di un ambizioso progetto di riqualificazione culturale, con l’obiettivo di trasformarla in centro espositivo e aula studio.
Nel frattempo, l’area resta transennata e sotto stretta sorveglianza. Continuano a cadere detriti e sono in corso accertamenti tecnici per verificare la stabilità residua della struttura. L’autopsia sul corpo di Stroici sarà disposta nelle prossime ore, così come una perizia tecnica per chiarire la dinamica dei crolli.
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