di Emilia Morelli
Dopo l’approvazione della riforma Nordio, il centrodestra si mobilita per il referendum sulla giustizia. Mantovano punta contro le toghe, mentre FdI prepara Atreju in chiave referendaria
La macchina del centrodestra si è messa in moto subito dopo l’approvazione definitiva della riforma Nordio. I primi a muoversi sono stati i parlamentari di Forza Italia, con Enrico Costa tra i promotori della raccolta firme per il referendum sulla separazione delle carriere.
La Lega e Fratelli d’Italia seguiranno a breve, con le convocazioni dei deputati e senatori inviate tramite chat interne. L’obiettivo è chiaro: dare il via a una campagna referendaria intensa che andrà ben oltre i tecnicismi della legge, trasformandosi in un vero e proprio test politico e di consenso.
Mantovano e la linea dura contro la magistratura
Durante un intervento televisivo su Rai1, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, braccio destro di Giorgia Meloni, ha ribadito la linea del governo.
Pur ammettendo che la riforma «non è la bacchetta magica», Mantovano ha difeso il provvedimento sostenendo che consentirà di far «prevalere il merito sull’appartenenza correntizia».
Non sono mancate le critiche alla magistratura, accusata di frenare le politiche su immigrazione e industria attraverso l’uso improprio dei procedimenti giudiziari. Il sottosegretario ha poi accennato a un possibile “secondo step” della riforma: l’introduzione di sanzioni per i magistrati che sbagliano, tema da sempre caro a Forza Italia e recentemente rilanciato da Marina Berlusconi.
Forza Italia punta su Marina Berlusconi per la campagna referendaria
Fonti interne a Forza Italia confermano che Marina Berlusconi sosterrà pubblicamente la campagna, pur senza assumere un ruolo diretto da testimonial. La presidente di Fininvest, spiegano, considera il tema della responsabilità civile dei giudici «di grande rilevanza» e potrebbe intervenire con prese di posizione mirate nel corso dei prossimi mesi.
Sondaggi incoraggianti per la maggioranza
Da via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia, trapela ottimismo: sondaggi interni e rilevazioni Izi segnalano un consenso del 70% verso la riforma appena approvata. Tuttavia, la sfida sarà tradurre questo sostegno in partecipazione attiva al voto referendario.
«Non vogliamo uno scontro tra politica e magistratura», ha dichiarato il senatore di FdI Andrea De Priamo, «ma dare piena attuazione a una riforma attesa da decenni, fin dai tempi di Giuliano Vassalli».
La campagna si sposta in tv e ad Atreju
La strategia mediatica del centrodestra punterà soprattutto sulla televisione, con una serie di dibattiti e confronti pubblici da qui alla fine di marzo.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dato la propria disponibilità a partecipare ai dibattiti, ma solo con rappresentanti istituzionali dell’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), non con i comitati del No.
Nel frattempo, Fratelli d’Italia prepara una mossa simbolica: l’invito al presidente dell’ANM Cesare Parodi alla prossima edizione di Atreju, la festa del partito in programma dal 6 al 14 dicembre sotto Castel Sant’Angelo.
L’obiettivo è aprire un dialogo diretto con la magistratura nel pieno della campagna referendaria, in un contesto che unisce politica, società civile e comunicazione.
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