di Martina Esposito

Il colosso statunitense dei microchip ha raggiunto un valore di mercato senza precedenti, alimentato dal boom dell’intelligenza artificiale. In meno di due anni, Nvidia ha moltiplicato di 12 volte la sua capitalizzazione

Mercoledì 29 ottobre Nvidia ha fatto segnare un nuovo record storico: il valore della società ha toccato quota 5.000 miliardi di dollari, diventando così la prima azienda al mondo a raggiungere tale traguardo in termini di capitalizzazione di mercato. Un risultato impressionante, considerando che fino a poco più di un anno fa — nel giugno del 2023 — l’azienda aveva appena superato il tetto dei 1.000 miliardi.

La capitalizzazione di mercato, che rappresenta il valore complessivo di tutte le azioni in circolazione di una società, è oggi un indicatore fondamentale della forza economica di un’azienda. E Nvidia, in questo senso, si è affermata come protagonista assoluta di una fase di trasformazione epocale nel settore tecnologico, spinta soprattutto dal boom dell’intelligenza artificiale.

Il ritmo di crescita è stato vertiginoso. A luglio del 2025 Nvidia era già la prima società a toccare i 4.000 miliardi, superando giganti consolidati come Apple e Microsoft, entrambe ora appaiate intorno a quella stessa soglia. Il sorpasso non è solo simbolico, ma rappresenta un cambio di paradigma nel mondo tech: da un’economia basata su software e hardware di consumo a una nuova era guidata da infrastrutture computazionali avanzate.

La ragione principale dietro questo balzo è il ruolo centrale di Nvidia nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. I suoi chip grafici (GPU) sono diventati essenziali per l’addestramento e il funzionamento dei modelli IA più sofisticati, inclusi quelli alla base di sistemi come ChatGPT, lanciato nel novembre 2022 da OpenAI. Da allora, il valore di mercato di Nvidia è aumentato di ben dodici volte.

Oltre al mercato occidentale, gli analisti vedono margini di ulteriore crescita in Cina, dove la domanda di chip avanzati resta elevatissima. Tuttavia, questo fronte è tutt’altro che privo di ostacoli. Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina, aggravate dalla competizione tecnologica, hanno portato sia l’ex presidente Donald Trump sia l’attuale inquilino della Casa Bianca Joe Biden a imporre restrizioni all’esportazione di chip statunitensi, inclusi quelli prodotti da Nvidia.

Le misure di controllo, pensate per limitare lo sviluppo tecnologico cinese in ambiti sensibili, rischiano di rallentare l’espansione internazionale dell’azienda. Nonostante ciò, gli investitori sembrano al momento puntare con decisione sulla leadership tecnologica di Nvidia, convinti che la domanda globale di intelligenza artificiale continuerà a crescere esponenzialmente.

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