di Ennio Bassi

Dopo il Burevestnik, il presidente russo annuncia il successo del drone subacqueo nucleare. Pressioni su Kiev per la resa a Pokrovsk. Zelensky accusa: «Attacco a un ospedale pediatrico»

ucrainaLa Russia torna a mostrare i muscoli sul fronte tecnologico e militare. A tre giorni dal test del missile intercontinentale Burevestnik, Vladimir Putin ha annunciato con enfasi il lancio riuscito del drone subacqueo a propulsione nucleare Poseidon, un’arma che, secondo il leader del Cremlino, «non ha eguali al mondo». Il test, avvenuto martedì, è stato definito «un enorme successo», con il drone in grado di attivare il proprio reattore nucleare e viaggiare autonomamente sott’acqua per un periodo di tempo non specificato.

Il Poseidon, progettato per trasportare testate atomiche, rappresenta una delle «superarmi» già annunciate nel 2018 da Putin come risposta all’espansione della NATO e al ritiro degli Stati Uniti dal Trattato sui missili anti-balistici. Il presidente russo ha sottolineato che il drone «supera per potenza» anche il missile Sarmat, capace di trasportare fino a 15 testate nucleari su distanze superiori ai 18.000 chilometri. «Non esiste nulla di paragonabile per velocità e profondità. E non può essere intercettato», ha dichiarato.

Parallelamente alla dimostrazione di forza, Putin ha rivolto un nuovo ultimatum all’Ucraina, esortando la leadership di Kiev a ordinare la resa dei propri militari, che secondo Mosca sarebbero accerchiati nelle aree di Pokrovsk e Kupyansk, in un déjà-vu della drammatica resa dell’acciaieria Azovstal nel 2022. Il Cremlino ha anche promesso una pausa temporanea dei combattimenti per permettere l’accesso ai giornalisti stranieri, inclusi quelli ucraini, «affinché possano verificare di persona la situazione sul campo».

Le autorità militari ucraine hanno però smentito l’accerchiamento, definendo le affermazioni russe «finzione e fantasia», almeno per quanto riguarda Kupyansk. Kiev ha ammesso combattimenti intensi nella zona, ma respinge l’ipotesi di una chiusura totale delle linee di fuga. A Pokrovsk, invece, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che le truppe russe sono riuscite a penetrare nell’area.

Intanto, il conflitto prosegue con nuovi episodi drammatici: Zelensky ha denunciato un attacco russo contro un ospedale pediatrico nella regione meridionale di Kherson, che avrebbe causato il ferimento di nove persone, tra cui quattro bambini. «Ora la Russia è la più grande organizzazione terroristica al mondo», ha accusato duramente il presidente ucraino.

Mosca ha a sua volta riferito la morte di due civili e il ferimento di altri sei in seguito a bombardamenti ucraini con droni nelle regioni russe di Bryansk e Belgorod, a conferma di una guerra che continua a colpire anche i territori al di fuori del fronte principale.

Nel frattempo, le parole di Donald Trump, che aveva criticato il test del Burevestnik definendolo «inappropriato» e chiedendo a Putin di «fermare la guerra», sembrano cadere nel vuoto. L’escalation russa prosegue, alimentando nuove tensioni tra Mosca e Washington, in una fase in cui ogni speranza di dialogo appare più distante.

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