di Velia Iacovino
Pechino sospende le restrizioni sulle terre rare Ad aprile la visita ufficiale del presidente americano. Tregua di un anno nella guerra commerciale. Resta la tensione sul nucleare

Donald Trump incassa un successo politico sul fronte internazionale e tenta di riavvicinare Washington a Pechino dopo mesi di tensioni. Al termine di un faccia a faccia di novanta minuti con Xi Jinping nella base sudcoreana di Busan, il presidente americano ha parlato di “grandi progressi” e di una possibile “tregua commerciale” tra le due potenze. «Se dovessi dare un voto al nostro incontro – ha detto ai giornalisti sull’Air Force One – sarebbe 12 su 10». Trump ha annunciato che si recherà in visita ufficiale in Cina nel mese di aprile e ha assicurato che “un nuovo accordo” tra Stati Uniti e Cina potrebbe arrivare “presto” e restare in vigore per almeno un anno. Tra i temi affrontati anche la guerra in Ucraina, discussa “in modo molto diretto”. Il presidente ha invece escluso che si sia parlato di Taiwan.
Tregua commerciale e terre rare
Uno dei risultati concreti del vertice è la sospensione, per dodici mesi, delle restrizioni cinesi all’esportazione di terre rare, materiali fondamentali per l’industria tecnologica americana. Xi Jinping, secondo quanto riferito da Trump, avrebbe inoltre accettato di rafforzare i controlli sui precursori chimici usati per la produzione del fentanyl, mentre gli Stati Uniti dimezzeranno dal 20% al 10% i dazi su queste sostanze e ridurranno complessivamente dal 55% al 45% le tariffe sui prodotti cinesi. Il presidente americano ha aggiunto che la Cina comprerà “grandi quantità di soia” e che la Casa Bianca rinvierà l’introduzione della tassa sulle navi cinesi in arrivo nei porti statunitensi, dopo che Pechino aveva già varato misure di ritorsione analoghe.
Tecnologia e chip: porte aperte, ma prudenza
Sul fronte tecnologico, Trump ha spiegato di aver discusso con Xi della collaborazione nel settore dei semiconduttori, pur precisando che non si è parlato direttamente del chip “Blackwell” di Nvidia, il più avanzato del mercato. «Eventuali colloqui – ha detto – dovranno coinvolgere le aziende e i governi interessati, con gli Stati Uniti nel ruolo di mediatori».
Test nucleari
Alla vigilia dell’incontro, il presidente aveva sorpreso gli osservatori annunciando sul suo social Truth che gli Stati Uniti torneranno a effettuare test nucleari dopo 33 anni di stop. «La Russia è al secondo posto, la Cina è terza ma ci raggiungerà in cinque anni», ha scritto, rivendicando la superiorità americana nel campo atomico.Dopo il vertice, però, Trump ha precisato che la decisione “non riguarda la Cina” ma “altri Paesi”. Gli analisti ritengono che si tratti di test missilistici e non di esplosioni nucleari vere e proprie, una mossa più simbolica che militare, volta a mandare un segnale a Mosca e Teheran.
Xi prudente, Trump trionfante
L’atmosfera dell’incontro è apparsa cordiale ma tesa. Xi Jinping, come di consueto, ha mantenuto toni misurati, mentre Trump si è mostrato espansivo e soddisfatto. «Abbiamo trovato molti punti di intesa – ha detto – e credo che costruiremo un rapporto fantastico e duraturo». Il presidente cinese ha riconosciuto che “tra le due principali economie del mondo è normale che sorgano divergenze”, ma ha insistito sulla necessità di “mantenere una rotta stabile”. «Il legame tra Cina e Stati Uniti – ha affermato – è come una grande nave che richiede due timonieri saldi per affrontare le tempeste».
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