di Emilia Morelli
Più di 130 vittime e decine di arresti a Rio de Janeiro: la maxi-operazione “Contención” contro il Comando Vermelho sconvolge il Brasile. Lula chiede chiarezza
Fumo e fiamme si sono alzati dalle favelas di Rio de Janeiro mentre l’eco degli spari risuonava in tutta la città. “Scene di guerra”, raccontano i residenti sui social e sui media locali, descrivendo la drammatica giornata in cui è scattata una mega-operazione di polizia contro il Comando Vermelho, una delle più potenti organizzazioni criminali del Brasile.
L’operazione, voluta dal governatore Cláudio Castro, del Partito Liberale dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha coinvolto oltre 2.500 agenti tra polizia e forze speciali. Gli scontri si sono concentrati nei complessi di Alemão e Penha, dove vivono circa 280 mila persone. Il bilancio è pesantissimo: oltre 138 morti e più di 80 arresti.
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva, informato durante un viaggio di Stato, si è detto “sconvolto” per il numero delle vittime, secondo quanto riferito dal ministro della Giustizia Ricardo Lewandowski.
Droni, granate e fucili d’assalto: la guerra urbana di Rio
Le immagini provenienti dalle favelas mostrano una città paralizzata dal terrore. Raffiche di mitra e esplosioni hanno scandito ore di combattimenti.
Secondo fonti di polizia, il Comando Vermelho ha reagito all’assalto con droni armati di granate, fucili d’assalto capaci di colpire elicotteri e autobus sequestrati per bloccare gli accessi ai quartieri.
I criminali hanno persino diffuso messaggi su WhatsApp per costringere i residenti a erigere barricate e partecipare ai blocchi stradali.
L’uso coordinato di droni segna una nuova fase del conflitto urbano a Rio: gli ordigni vengono sganciati con detonatori meccanici o elettronici che permettono al drone di allontanarsi subito dopo il lancio, evitando l’abbattimento.
Operazione “Contención”: fermare l’espansione del Comando Vermelho
L’offensiva, denominata “Contención” (“Contenimento”), ha come obiettivo principale bloccare l’espansione territoriale del Comando Vermelho, che ha trasformato le favelas di Rio nella sua roccaforte ma estende ormai la propria influenza in tutto il Brasile.
Il gruppo criminale, attraverso alleanze con gang locali, controlla il traffico di droga, offre protezione a narcotrafficanti di altri stati e gestisce una rete capillare di attività illegali.
Il suo leader, Edgar Alves Andrade, noto come “Doca da Penha”, rimane latitante nonostante i venti mandati di cattura pendenti a suo carico per oltre cento omicidi.
Arresti, sequestri e polemiche internazionali
Secondo il governo statale, l’operazione ha portato all’arresto di 81 sospettati, al sequestro di 93 fucili e di oltre mezza tonnellata di droga.
Le autorità sostengono che la maggior parte delle vittime siano “soggetti che hanno opposto resistenza all’azione della polizia”. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani chiedono un’inchiesta indipendente, denunciando l’uso eccessivo della forza e la mancanza di trasparenza.
L’operazione ha costretto alla chiusura di 45 scuole, alla sospensione dei servizi sanitari e alla deviazione dei trasporti pubblici. Interi quartieri sono rimasti isolati per ore, senza elettricità né comunicazioni.
La risposta politica e la tensione tra Stato e Federazione
Il governatore Cláudio Castro ha difeso l’intervento, definendolo “un’operazione dello Stato contro i narcoterroristi” e chiedendo il sostegno del governo federale.
A Rio sono attesi nelle prossime ore i ministri Rui Costa (Casa Civil) e Ricardo Lewandowski (Giustizia e Sicurezza), inviati dopo una riunione d’emergenza al Palácio do Planalto.
Fonti vicine all’esecutivo di Lula da Silva vedono nelle dichiarazioni di Castro un tentativo di strumentalizzazione politica in vista delle elezioni del prossimo anno.
La città nel silenzio: il giorno dopo
Oggi Rio si è svegliata in un silenzio irreale.
Secondo i media locali, circa 40 corpi sono stati trasportati dai residenti in Piazza São Lucas, nella zona di Penha, per essere identificati. Testimoni parlano di cadaveri recuperati nella zona boscosa di Vacaria, epicentro degli scontri.
Molti temono che il numero reale delle vittime sia ancora più alto di quanto dichiarato ufficialmente.
Rio e il Brasile davanti a una nuova emergenza
La guerra tra Stato e narcotraffico segna una nuova e drammatica pagina nella storia di Rio de Janeiro.
L’operazione “Contención” ha mostrato la determinazione delle autorità nel colpire le organizzazioni criminali, ma anche i limiti di un modello di sicurezza sempre più militarizzato.
Con oltre cento morti in un solo giorno, il Brasile si interroga ora sul costo umano di una strategia che, pur mirando a ristabilire l’ordine, rischia di lasciare dietro di sé una lunga scia di dolore.
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