di Ennio Bassi

È morto a 80 anni il fondatore dei Napoli Centrale e storico collaboratore di Pino Daniele. Avitabile: «Non bastano le parole per un dolore così grande»

La musica italiana perde una delle sue voci più autentiche e profonde. James Senese, sassofonista e compositore, si è spento all’età di 80 anni. Ricoverato a fine settembre all’ospedale Cardarelli di Napoli per una grave infezione polmonare, non ce l’ha fatta. L’annuncio è stato dato sui social da Enzo Avitabile, amico fraterno: «Non bastano parole per un dolore così grande, ma solo un grazie! Sei stato un esempio di musica e di vita».

Nato a Napoli il 6 gennaio 1945 da madre italiana e padre afroamericano, Senese incarna da sempre il crocevia culturale della sua città. La sua carriera prende avvio negli anni ’60 con i “Gigi e i suoi Aster”, per poi evolversi nei “Vito Russo e i 4 Conny” e soprattutto negli Showmen, band che portò il soul, l’R&B e le sonorità afroamericane nel panorama italiano, vincendo il Cantagiro 1968 con “Un’ora sola ti vorrei”.

Nel 1974 arriva la svolta: con il batterista Franco Del Prete fonda i Napoli Centrale, gruppo innovativo che fonde jazz, rock e dialetto napoletano. Al basso, agli esordi, c’era un giovane Pino Daniele. Proprio con lui, Senese darà vita a uno dei supergruppi più iconici della musica partenopea, accanto a Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Rino Zurzolo ed Ernesto Vitolo. Un sodalizio artistico e umano destinato a lasciare il segno.

Dopo lo scioglimento dei Napoli Centrale nel 1983, Senese intraprende una ricca carriera solista, che lo porta a collaborare con artisti del calibro di Lucio Dalla, Enzo Gragnaniello e Raiz. Tra i suoi dischi più noti, Hey James, dedicato al padre, e Zitte! Sta arrivanne ‘o mammone. Nel 2011 riceve il Premio Armando Gill alla carriera, e nel 2012 pubblica È fernuto ‘o tiempo.

Negli anni ’90 rifonda i Napoli Centrale, che nel 2016 pubblicano l’album ‘O Sanghe, vincitore della Targa Tenco. Nel 2018 celebra i 50 anni di carriera con un doppio live a Sorrento, e nel 2021 esce il suo ultimo lavoro: James is back.

Parallelamente alla musica, Senese si è affacciato anche al cinema, partecipando a pellicole come No grazie, il caffè mi rende nervoso con Massimo Troisi, Passione di John Turturro e Una festa esagerata con Vincenzo Salemme.

James Senese è stato più di un musicista: un simbolo dell’identità napoletana, della contaminazione culturale, dell’urgenza di raccontare sé stessi attraverso il suono. Con lui se ne va un pezzo di storia della musica italiana, ma il suo sax continuerà a risuonare nel cuore di Napoli e di chi ha amato la sua arte.

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