di Carlo Longo
Dal 2026 l’esame di Stato torna a chiamarsi “maturità” e cambia volto: nuove regole per le prove, commissioni ridotte e aggiornamenti su scuola-lavoro e viaggi d’istruzione
La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la riforma dell’esame di Stato, che dal 2026 tornerà ufficialmente a chiamarsi “esame di maturità”. Il provvedimento è passato con 138 voti favorevoli, 91 contrari e 9 astenuti, segnando una svolta importante per il sistema scolastico italiano.
La riforma ridisegna in modo significativo le modalità di svolgimento dell’esame finale del secondo ciclo di istruzione, introducendo modifiche sostanziali su prove, valutazioni e composizione delle commissioni.
Un colloquio su quattro materie principali
Il tradizionale colloquio multidisciplinare lascerà spazio a un esame orale più mirato. A partire dal 2026, gli studenti dovranno affrontare un colloquio centrato su quattro materie, stabilite ogni anno a gennaio dal Ministero dell’Istruzione, contemporaneamente alla definizione della seconda prova scritta.
Il Ministero precisa che le discipline escluse dall’orale continueranno a incidere sul voto finale attraverso il credito scolastico maturato nel triennio, per mantenere un equilibrio tra la valutazione complessiva e l’approfondimento delle materie principali.
Obbligo di partecipazione a tutte le prove
La riforma introduce l’obbligo di sostenere tutte le prove d’esame, comprese le due scritte e l’orale. Gli studenti che si rifiuteranno di rispondere alle domande durante il colloquio saranno automaticamente bocciati, indipendentemente dal punteggio accumulato in precedenza. L’obiettivo è garantire la serietà e la completezza del percorso di valutazione.
Nuovo inizio del colloquio orale
Scompare la tradizionale apertura dell’orale con il materiale scelto dalla commissione. Dal 2026, il colloquio inizierà senza spunti o documenti forniti dai commissari, consentendo un approccio più diretto e focalizzato sulle competenze e conoscenze del candidato.
Commissioni più snelle e nuove risorse per la formazione
Le commissioni d’esame passeranno da sette a cinque membri: due interni, due esterni e un presidente, anch’esso esterno. Per garantire una preparazione adeguata dei commissari, il Ministero stanzierà 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027 per la loro formazione.
Sistema di valutazione e bonus punti
Il punteggio massimo resterà di 100 punti, con una soglia minima di 60 per superare l’esame. Tuttavia, cambia il sistema dei punti bonus: la commissione potrà assegnare fino a 3 punti aggiuntivi agli studenti che avranno ottenuto almeno 90 punti complessivi tra prove e crediti, e non più 97 come in passato.
Fondi aggiuntivi per il personale scolastico
Il provvedimento prevede anche un finanziamento straordinario di 240 milioni di euro destinato al rinnovo del contratto scuola, oltre a 15 milioni per estendere l’assicurazione sanitaria integrativa anche ai lavoratori precari.
Nasce la “Formazione scuola-lavoro”
Il vecchio acronimo PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) verrà sostituito con la denominazione “Formazione scuola-lavoro”. L’Inail estenderà la copertura anche agli infortuni avvenuti durante gli spostamenti da e verso il luogo di tirocinio, mentre sarà vietato impiegare gli studenti in attività ad alto rischio.
Passaggi di indirizzo e nuovi esami integrativi
Per gli studenti che intendono cambiare indirizzo di studio sono previste nuove regole. Nel primo biennio si potranno ottenere interventi di sostegno mirati, mentre nel triennio conclusivo saranno introdotti esami integrativi da svolgere in un’unica sessione, prima dell’inizio dell’anno scolastico.
Nuove regole per i viaggi d’istruzione
Il decreto sulla maturità modifica anche il Codice dei contratti pubblici, imponendo criteri più rigorosi per gli appalti relativi ai viaggi d’istruzione e alle uscite didattiche. I servizi di trasporto dovranno essere assegnati in base al miglior rapporto qualità-prezzo, con un limite massimo del 30% per il punteggio economico.
Le parole del Ministro Valditara
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito la riforma «una svolta importante» per restituire significato all’esame di maturità. Secondo il Ministro, la nuova impostazione valorizza il merito, l’impegno e la responsabilità individuale, premiando anche le attività extrascolastiche di particolare rilievo.
Valditara ha aggiunto che la riforma non si limita a ridefinire l’esame finale, ma si inserisce in una visione più ampia di rinnovamento dell’intero sistema educativo, comprendendo anche la trasformazione della filiera tecnologico-professionale “4+2” da sperimentale a ordinamentale.
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