di Redazione
La decisione rientrerebbe in una più ampia strategia di riduzione dei costi. L’azienda, per ora, non ha confermato ufficialmente
Amazon si prepara a una nuova, drastica riduzione del personale. Secondo fonti vicine al dossier citate da Reuters e dal Wall Street Journal, il colosso dell’e-commerce potrebbe licenziare fino a 30mila dipendenti nei prossimi giorni. Anche la CNBC ha parlato di tagli significativi, pur senza fornire numeri precisi. Da parte dell’azienda, al momento, non è arrivata alcuna conferma ufficiale.
I licenziamenti dovrebbero iniziare già da martedì, ma non è ancora chiaro né il calendario completo né i tempi necessari per completare l’operazione. Sebbene Amazon conti oltre 1,5 milioni di dipendenti a livello globale, le fonti indicano che i tagli si concentreranno soprattutto sui circa 350mila lavoratori impiegati in mansioni d’ufficio, escludendo quindi, almeno in larga parte, il personale dei magazzini e dei centri logistici, che rappresenta la maggioranza della forza lavoro.
La misura non arriva del tutto inattesa. Negli ultimi anni Amazon ha intrapreso una politica di contenimento dei costi, dopo aver espanso rapidamente la propria forza lavoro durante la pandemia di COVID-19, quando la domanda per i suoi servizi era aumentata in modo esponenziale. Quell’espansione aveva portato a un’ondata di assunzioni, necessarie per reggere il ritmo della crescita. Già nel 2022 l’azienda aveva annunciato il più grande taglio di personale della sua storia, con oltre 27mila posti di lavoro eliminati. Da allora, pur in modo meno eclatante, i tagli sono proseguiti in varie divisioni, nell’ambito di una più ampia riorganizzazione interna.
L’eventuale licenziamento di 30mila persone rappresenterebbe un ulteriore passo in questa direzione, segnalando che la fase di contrazione per Amazon è tutt’altro che conclusa. Resta ora da capire se e quando l’azienda rilascerà un annuncio formale e quali settori specifici verranno coinvolti.
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