di Martina Esposito
Nella legge di Bilancio si chiederà un contributo straordinario alle banche. In dialogo con Messina, Meloni illustra le linee della manovra
Sostegno alle imprese, incentivazione degli investimenti e rafforzamento del welfare abitativo. Questi i tre pilastri della manovra finanziaria del governo Meloni. A illustrarli è stata la stessa Presidente del Consiglio in un colloquio con il banchiere Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, riportato nel nuovo libro di Bruno Vespa Finimondo, in uscita per Mondadori-Rai Libri il 30 ottobre. «Se le banche hanno beneficiato delle condizioni create dalla nostra politica economica – afferma infatti Meloni – allora è giusto che ora restituiscano qualcosa al Paese».
La presidente del Consiglio chiarisce che la legge di Bilancio 2026 conterrà una misura specifica rivolta al settore bancario: un contributo straordinario richiesto a chi, secondo lei, «ha accumulato rendite grazie a condizioni di mercato fortemente influenzate dalle decisioni governative». Tra i benefici citati, Meloni ricorda i 200 miliardi garantiti dallo Stato per la rinegoziazione dei prestiti erogati durante l’emergenza Covid, nonché i crediti fiscali derivanti dal Superbonus: «Misure che hanno portato enormi vantaggi agli istituti finanziari — ha detto — e che oggi rendono legittima la richiesta di un contributo».
Non mancano le cifre: «Su 44 miliardi di profitti attesi nel 2025 — sottolinea — chiediamo circa 5 miliardi per aiutare le fasce più deboli. Credo che possiamo essere soddisfatti noi, e che in fondo possano esserlo anche loro». Un passaggio che lascia intendere la convinzione della premier che la misura sia sostenibile e persino vantaggiosa per le stesse banche. Ma la mossa ha già fatto emergere crepe all’interno della coalizione di governo. Da un lato Forza Italia, che storicamente tutela gli interessi degli istituti bancari, si è mostrata scettica; dall’altro la Lega, per voce di Matteo Salvini, si è detta favorevole a un’ulteriore tassazione sui profitti delle banche.
Durante un intervento all’assemblea di Confindustria Canavese, Meloni ha annunciato il ritorno di strumenti già collaudati: il credito d’imposta per la Zes unica sarà confermato e prolungato fino al 2028, mentre torneranno il super e l’iper-ammortamento. Si tratta di misure pensate per rafforzare la competitività delle imprese, con una maggiorazione del costo ammortizzabile che potrà arrivare fino al 180% per gli investimenti tecnologici e al 220% per quelli legati alla transizione ecologica. In totale, sono previsti 4 miliardi di euro per finanziare questi incentivi.
Infine, un segnale rivolto al tessuto sociale del Paese: il governo è al lavoro su un grande piano casa, con l’obiettivo di offrire alle giovani coppie alloggi a prezzi calmierati. «Senza casa non si costruisce una famiglia, e senza famiglie non esiste una nazione prospera», ha concluso Meloni.
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L’articolo Meloni alle banche: «Contributo necessario da chi ha beneficiato della nostra politica» proviene da Associated Medias.

