di Ennio Bassi
Al Jazeera denuncia nuovi attacchi aerei dell’IDF nel sud della Striscia. L’Unrwa accusa Israele di bloccare l’accesso degli aiuti umanitari. Il Cairo entra in azione con 12 mezzi pesanti per il recupero delle vittime
Nuova escalation di violenze nella Striscia di Gaza, dove Al Jazeera Arabic riferisce di tre raid aerei israeliani lanciati questa mattina su edifici nella parte orientale di Khan Younis, nel sud dell’enclave palestinese. Secondo la stessa fonte, droni israeliani avrebbero colpito anche le aree circostanti i campi profughi nei pressi dello svincolo di Shujayea, a Gaza City.
Nonostante il cessate il fuoco concordato con Hamas lo scorso 11 ottobre, l’esercito israeliano (IDF) ha continuato a condurre operazioni nella zona, sostenendo di colpire cellule armate palestinesi che stavano pianificando nuovi attacchi. Tuttavia, secondo Hamas, questi raid rappresentano «chiare violazioni dell’accordo» e sarebbero diretti soprattutto contro civili. L’organizzazione palestinese accusa inoltre il premier israeliano Benjamin Netanyahu di voler sabotare il piano di pace promosso dagli Stati Uniti.
Bloccati gli aiuti dell’Unrwa
Parallelamente, la situazione umanitaria nella Striscia continua a deteriorarsi. L’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) ha denunciato che Israele continua a impedire l’ingresso del suo personale internazionale e dei convogli umanitari a Gaza. Nonostante questo, circa 12.000 dipendenti locali dell’agenzia stanno proseguendo – spesso in condizioni estreme – le attività di assistenza sanitaria, supporto psicologico e istruzione.
Israele aveva già vietato l’attività dell’Unrwa nel proprio territorio lo scorso anno, sostenendo che alcuni suoi funzionari fossero affiliati a Hamas. Tuttavia, la Corte Internazionale di Giustizia ha recentemente stabilito che Tel Aviv, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo legale di facilitare l’accesso umanitario da parte delle Nazioni Unite. La Corte ha anche evidenziato che le accuse israeliane contro il personale dell’Unrwa non sono state finora supportate da prove sufficienti.
«Un cessate il fuoco non basta. Servono cibo, kit igienici, tende e altri rifornimenti di base», ha dichiarato l’Agenzia in un messaggio pubblicato su X.
L’intervento dell’Egitto
Nel frattempo, l’Egitto ha intensificato il proprio impegno umanitario inviando nella Striscia 12 mezzi pesanti per le operazioni di sgombero e recupero dei corpi. A riportarlo è l’emittente saudita Al Hadath, che riferisce come i veicoli siano stati autorizzati all’ingresso con l’accordo di Israele. L’obiettivo è contribuire alle operazioni di soccorso e individuazione dei corpi, tra cui anche quelli degli ostaggi rimasti uccisi durante gli scontri.
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