di Carlo Longo
Maurizio Landini guida la manifestazione Cgil a Roma contro la legge di Bilancio. Possibili nuovi scioperi se il governo non cambia rotta
Roma è tornata a essere il cuore pulsante della protesta sindacale. Nel corso della manifestazione “Democrazia al lavoro”, organizzata dalla Cgil, il segretario generale Maurizio Landini ha lanciato un nuovo messaggio al governo Meloni, lasciando aperta la possibilità di ulteriori mobilitazioni: “Non escludiamo nulla”, ha dichiarato davanti a una folla che, secondo gli organizzatori, ha raggiunto le 200mila persone.
L’iniziativa, partita da piazza della Repubblica e diretta verso San Giovanni, ha voluto ribadire la richiesta di un cambiamento profondo nelle politiche economiche e sociali dell’esecutivo.
“La mobilitazione non finisce qui”
Durante il corteo, Landini ha ribadito che la Cgil non intende fermarsi: se la legge di Bilancio non verrà modificata, il sindacato valuterà ulteriori azioni, compreso lo sciopero generale. “Se non saremo ascoltati, non ci fermeremo. Questa mobilitazione continuerà fino a quando le nostre richieste non troveranno risposta”, ha affermato il leader sindacale.
Tra le priorità portate in piazza: l’aumento di salari e pensioni, più risorse per sanità e scuola, una riforma fiscale equa e la lotta alla precarietà. Il sindacato ha inoltre espresso la propria contrarietà all’aumento delle spese militari, chiedendo investimenti per la pace e il welfare.
L’appoggio dei partiti e del sindacato internazionale
Accanto alla Cgil hanno sfilato anche rappresentanti del Partito Democratico e dell’Alleanza Verdi e Sinistra, oltre a figure di spicco del panorama sindacale internazionale. Tra questi Luc Triangle, segretario generale dell’Ituc (Confederazione sindacale internazionale), che ha espresso il sostegno del sindacato mondiale “alla battaglia per salari e lavoro dignitosi e per la difesa della democrazia, oggi sotto attacco in molte parti del mondo”.
Presente in piazza anche il giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, a testimoniare la vicinanza di una parte dell’opinione pubblica alle istanze della protesta.
Un Paese che si sente più povero
Nel suo intervento, Landini ha sottolineato come la situazione economica sia peggiorata per la maggioranza degli italiani: “Chi lavora è sempre più povero, mentre chi è ricco diventa ancora più ricco. Invece di tassare i grandi profitti, si continua a colpire lavoratori, pensionati e partite IVA”.
Per il segretario della Cgil, “non c’è nulla da festeggiare”: l’aumento del costo della vita, la precarietà e la stagnazione dei salari avrebbero reso evidente un peggioramento diffuso delle condizioni sociali. “La maggioranza del Paese sta peggio di prima, ed è sotto gli occhi di tutti”, ha concluso.
Un messaggio per il governo
La manifestazione di Roma segna una nuova tappa nella mobilitazione del sindacato contro la manovra economica del governo. Landini e la Cgil chiedono un cambio di rotta radicale e avvertono che la protesta non si fermerà finché non verranno garantiti diritti, salari dignitosi e giustizia sociale.
La piazza, ancora una volta, si conferma il simbolo della resistenza sindacale in un Paese che chiede di essere ascoltato.
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L’articolo Manifestazione Cgil contro la manovra: “Pronti a nuove proteste contro la legge di Bilancio” proviene da Associated Medias.

