di Carlo Longo
Nel Brandeburgo è stato rilevato un focolaio senza precedenti di H5N1 tra gli uccelli migratori. L’epidemia si sta diffondendo rapidamente anche negli allevamenti: abbattuti centinaia di migliaia di capi
Un’epidemia di influenza aviaria sta colpendo duramente la Germania, in particolare nella regione del Brandeburgo, dove è stato registrato un fenomeno definito “senza precedenti” dagli esperti. Oltre 1.000 gru sono state trovate morte nei pressi di Linum, uno dei principali luoghi di sosta per gli uccelli migratori in Europa. I test hanno confermato la presenza del ceppo virale H5N1, noto per la sua alta patogenicità.
Le immagini diffuse da Reuters e da associazioni ambientaliste mostrano distese di carcasse abbandonate nei prati e lungo i laghi della zona. Il ministero dell’Ambiente del Brandeburgo ha dichiarato che si tratta della più ampia epidemia mai registrata tra le gru nel Paese. Ma il fenomeno non è isolato: morti sospette sono state segnalate anche nel lago artificiale di Kelbra (al confine tra Sassonia-Anhalt e Turingia) e nei pressi del lago Müritz, in Meclemburgo-Pomerania.
Dal fronte degli allevamenti, la situazione appare altrettanto grave. In Baden-Württemberg sono stati abbattuti 15.000 capi in un singolo allevamento di pollame, mentre nel distretto di Potsdam-Mittelmark e nel Märkisch-Oderland, altri focolai hanno portato alla soppressione di oltre 9.000 tacchini e anatre. Il bilancio peggiore si registra in Meclemburgo-Pomerania, dove l’epidemia ha reso necessario l’abbattimento di 148.000 galline.
Diffusione in Europa e timori sanitari
Secondo i dati ufficiali, tra agosto e metà ottobre 2025 sono stati registrati 56 focolai in 10 Paesi dell’Unione europea, oltre al Regno Unito. È la prima volta da oltre un decennio che il virus si manifesta in così tanti Stati già all’inizio della stagione fredda. Germania, Polonia e Spagna risultano finora le nazioni più colpite. Le autorità sanitarie europee restano in allerta: nelle precedenti ondate, l’aviaria ha causato l’abbattimento di decine di milioni di animali, con conseguenze economiche rilevanti sull’intera filiera agroalimentare.
Rischi per l’uomo: situazione sotto controllo
L’Organizzazione mondiale della sanità rassicura: il rischio per la popolazione generale è attualmente basso. I casi di trasmissione all’uomo restano rari e legati a contatti diretti e prolungati con animali infetti. Tuttavia, la sorveglianza resta alta: in passato il virus ha dimostrato la capacità di infettare mammiferi, un aspetto che continua a preoccupare gli esperti di sanità pubblica.
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