di Redazione
Soccorse solo 30 persone, mentre le ricerche continuano. Le vittime erano tutte originarie dell’Africa subsahariana. Aperta un’inchiesta per accertare le cause del disastro
Un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale ha causato la morte di almeno 40 migranti al largo delle coste tunisine, nella zona di Salakta, nel governatorato di Mahdia. L’incidente è avvenuto nelle prime ore di mercoledì, quando un’imbarcazione carica di persone, salpata con l’intento di raggiungere l’Europa, è affondata improvvisamente.
Secondo le prime ricostruzioni fornite da un portavoce del tribunale di Mahdia a una radio locale, a bordo si trovavano circa 70 persone, tutte provenienti da Paesi dell’Africa subsahariana. Solo 30 di loro sono state tratte in salvo dalla Guardia costiera tunisina, intervenuta tempestivamente sul posto. Per gli altri, purtroppo, non c’è stato nulla da fare. La Tunisia, ormai da anni, è uno dei principali snodi di partenza per le rotte migratorie verso l’Europa. Decine di barconi partono ogni settimana dalle sue coste, spesso sovraccarichi e in condizioni precarie, affrontando un viaggio pericoloso e imprevedibile attraverso il Mediterraneo.
Al momento non sono ancora chiare le cause del naufragio. La procura di Mahdia ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’accaduto e stabilire eventuali responsabilità. Le operazioni di ricerca proseguono, mentre cresce la preoccupazione per l’ennesima tragedia del mare che riaccende l’attenzione sull’emergenza migratoria nel Mediterraneo.
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