di Mario Tosetti
Aperta un’indagine sul caso della Global Sumud Flotilla: ipotesi di sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio. Coinvolte navi italianeAperta un’indagine sul caso della Global Sumud Flotilla: ipotesi di sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio. Coinvolte navi italiane
La procura italiana ha ufficialmente aperto un’inchiesta sui fatti che hanno coinvolto la Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta verso Gaza, attaccata e poi condotta con la forza nel porto israeliano di Ashdod.
L’indagine, coordinata dai pm Lucia Lotti e Stefano Opilio, riguarda non solo l’abbordaggio e il trasferimento forzato degli attivisti, ma anche gli attacchi subiti dalle imbarcazioni — alcune delle quali battenti bandiera italiana — mentre navigavano al largo di Creta, in acque di competenza europea.
I reati ipotizzati: sequestro e danneggiamento con rischio di naufragio
Nel fascicolo d’indagine figurano al momento le accuse di sequestro di persona e danneggiamento con pericolo di naufragio, ma l’elenco dei reati potrebbe presto ampliarsi.
Negli esposti presentati dai 36 attivisti coinvolti e dallo skipper barese Tony La Piccirella, imbarcato sulla nave Alma, vengono citati anche altri capi d’accusa: omicidio, trattamenti inumani e degradanti e violazione delle convenzioni internazionali.
Gli inquirenti hanno programmato nelle prossime settimane le audizioni dei denuncianti, con l’obiettivo di ricostruire nel dettaglio ogni fase della navigazione e chiarire la dinamica degli attacchi.
La notte degli attacchi: droni e abbordaggi in acque internazionali
L’inchiesta dovrà far luce su quanto avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 settembre, quando la flotta è stata colpita da uno sciame di droni mentre si trovava in acque internazionali, al largo di Creta.
Un secondo episodio si è verificato il 1° ottobre, quando le navi della Flotilla sono state abbordate dalle forze israeliane e costrette a dirigersi verso Israele.
Molti attivisti avevano documentato gli eventi con smartphone e telecamere di bordo, ma tutti i dispositivi sono stati sequestrati o distrutti. In diversi casi, riferiscono i testimoni, i militari israeliani avrebbero costretto i passeggeri a gettare i telefoni in mare.
Nonostante ciò, gli inquirenti ritengono possibile che parte del materiale sia stato trasmesso in streaming o inviato nei minuti precedenti all’interruzione delle comunicazioni, grazie alle telecamere di bordo che trasmettevano in diretta fino all’intervento dei jammer.
Competenza italiana e ruolo dei parlamentari a bordo
Non ci sono dubbi sulla competenza della magistratura italiana: i presunti reati sarebbero stati commessi su navi battenti bandiera italiana, quindi considerate a tutti gli effetti territorio nazionale, e contro cittadini italiani.
Particolare attenzione è rivolta alla posizione dei quattro parlamentari italiani che si trovavano a bordo di due diverse imbarcazioni della Flotilla.
Nonostante il passaporto diplomatico, i deputati sarebbero rimasti per ore sotto controllo dell’esercito israeliano, prima sulle navi dirette ad Ashdod, poi nei container per l’identificazione e nelle camionette militari, senza possibilità di contattare un avvocato.
Le prossime mosse della procura
Attualmente l’inchiesta procede contro ignoti, ma non si esclude che, una volta ascoltate le prime testimonianze, i magistrati possano disporre le prime iscrizioni formali.
Al momento sembra invece esclusa l’ipotesi di omissione di tutela nei confronti della Marina italiana, ipotesi avanzata dagli attivisti negli esposti.
Le indagini, ancora nelle loro fasi iniziali, si preannunciano lunghe e complesse, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità militari e politiche e di accertare le violazioni del diritto internazionale avvenute durante la missione umanitaria.
Un’inchiesta delicata dagli sviluppi internazionali
Il caso della Global Sumud Flotilla rappresenta un terreno di indagine sensibile, in bilico tra diritto del mare, diplomazia e tutela dei diritti umani.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se l’Italia intenda muoversi anche sul piano internazionale, chiedendo chiarimenti ufficiali a Tel Aviv e alla Commissione europea, per accertare eventuali responsabilità di un’azione che ha coinvolto anche navi e cittadini italiani.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Inchiesta sul sequestro della Global Sumud Flotilla: la procura indaga per sequestro e danneggiamento proviene da Associated Medias.

