di Redazione
Il Ministero della Cultura investe 176 milioni di euro nel triennio 2025-2027 per finanziare 229 interventi su beni storici, archivi e biblioteche. Parallelamente, 64 progetti mirati a promuovere la cultura e la lingua italiana nel mondo riceveranno quasi 20 milioni
Con la firma del ministro della Cultura Alessandro Giuli entra ufficialmente in vigore il nuovo programma triennale dei Lavori pubblici per il patrimonio culturale italiano. Un piano che mobilita 176 milioni di euro da qui al 2027 per realizzare 229 interventi di restauro e valorizzazione su beni archeologici, architettonici, archivi storici e biblioteche, in tutta la penisola.
Ogni progetto mira a ridare centralità alle comunità locali attraverso il recupero dei luoghi della memoria collettiva. Che si tratti di un archivio dimenticato, di una biblioteca di quartiere o di un sito archeologico trascurato, l’obiettivo è restituire vita e funzione a questi spazi, facendo della cultura un’infrastruttura viva, capillare, accessibile.
Anche una proiezione internazionale
Ma il piano non si limita al territorio nazionale. Accanto agli investimenti per la tutela interna, il Ministero stanzia quasi 20 milioni per sostenere 64 progetti di promozione internazionale della cultura e della lingua italiana. Si tratta di una vera e propria strategia di diplomazia culturale, che spazia dalla valorizzazione del sito archeologico di Elaiussa Sebaste in Turchia alla traduzione e diffusione internazionale della teoria del restauro di Cesare Brandi, testo fondante del pensiero italiano sul restauro, ora disponibile anche in inglese e arabo.
Tra i progetti simbolo di questa proiezione estera, spicca Rinascimento Marchigiano, iniziativa nata per valorizzare il patrimonio artistico ferito dai terremoti del 2016, che sarà presentata in forma itinerante in Cina, Germania e Spagna con una forte carica emotiva e visiva. Altrettanto significativa è l’iniziativa Magna Mater tra Roma, Tunisi e il Mediterraneo, realizzata in sinergia con la Tunisia nell’ambito del Piano Mattei. Il progetto, centrato sul culto millenario della Grande Madre, esplora i legami religiosi e simbolici tra le due sponde del Mediterraneo attraverso una ricca esposizione di sculture, affreschi, terrecotte e monete, arricchita da installazioni digitali e ricostruzioni virtuali per un’esperienza immersiva e inclusiva.
A completare il piano, una serie di mostre e iniziative artistiche che raccontano l’Italia nei suoi mille volti: dalla fotografia di Fosco Maraini alla Puglia del dopoguerra, fino a eventi legati al cinema, alla musica e allo spettacolo dal vivo. Un’Italia che si racconta attraverso i suoi linguaggi più autentici, tra memoria e innovazione.
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