di Ennio Bassi
Intanto anche il capo dell’intelligence egiziana va a colloquio con le autorità israeliane e gli inviati americani. Abbas: “Hamas è un ostacolo alla pace”
Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, è atterrato oggi all’aeroporto Ben Gurion per una delicata missione diplomatica di due giorni in Israele. L’obiettivo principale della visita è consolidare l’attuazione del cessate il fuoco a Gaza, pattuito nelle ultime settimane con la mediazione internazionale. Secondo quanto riportano fonti locali, Vance visiterà il sud del Paese, dove si trova il comando della nuova forza multinazionale – con partecipazione americana – incaricata di monitorare la tregua nella Striscia.
Nella giornata di domani, Vance sarà a Gerusalemme per incontrare il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente israeliano Isaac Herzog. Insieme a lui, sono presenti anche l’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Trump e figura chiave nei precedenti accordi di normalizzazione nella regione.
Allarme dalla Casa Bianca: Netanyahu potrebbe sabotare la tregua
Dietro la mobilitazione diplomatica statunitense c’è una crescente preoccupazione da parte della Casa Bianca. Secondo quanto riferisce il New York Times, l’amministrazione americana teme che Netanyahu possa abbandonare l’intesa sul cessate il fuoco e ordinare una nuova offensiva militare su vasta scala contro Hamas. Una mossa che rischierebbe di far precipitare nuovamente la situazione nella regione. Proprio per evitare questo scenario, Washington ha intensificato il pressing sul governo israeliano, inviando rappresentanti di primo piano nel tentativo di raffreddare le tensioni.
Cairo protagonista: l’intelligence egiziana in Israele per il “day after”
Nel quadro delle trattative in corso, ha fatto il suo ingresso anche il capo dell’intelligence egiziana Hassan Rashad, arrivato oggi in Israele per una serie di incontri strategici. Tra questi, quelli con Netanyahu, con il capo dello Shin Bet David Zini e con il ministro della Difesa Israel Katz. Al centro dei colloqui c’è il futuro assetto di Gaza, noto come il “day after”, e le modalità di restituzione dei corpi degli ostaggi israeliani uccisi e delle vittime palestinesi. Rashad vedrà anche gli inviati USA Witkoff e Kushner per coordinare gli sforzi sul mantenimento della tregua.
Abbas chiede il riconoscimento dello Stato palestinese: “Hamas fuori dal governo di Gaza”
Intanto, sul fronte palestinese, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera che “Hamas è un ostacolo alla pace” e che non dovrà avere “alcun ruolo nel futuro governo di Gaza”. Abbas ha parlato anche di un disarmo dell’organizzazione, definendo l’accordo di cessate il fuoco come una base per il futuro. In vista della sua visita in Italia, prevista per il 7 novembre, ha annunciato che chiederà ufficialmente a Roma di riconoscere lo Stato palestinese.
Identificata l’ultima salma restituita da Hamas
Nel frattempo, Israele ha confermato l’identità dell’ultima salma restituita da Hamas: si tratta di Tal Haimi, sergente maggiore delle forze israeliane, ucciso durante l’attacco al kibbutz di Nir Yitzhak il 7 ottobre 2023. Il suo corpo era stato trattenuto a Gaza fino alla consegna avvenuta ieri sera.
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