di Martina Esposito
Leader del Partito Liberal Democratico, Takaichi ha ottenuto la nomina grazie a un accordo con il Partito dell’Innovazione, dopo la rottura con lo storico alleato Komeito e la crisi della coalizione di governo
Per la prima volta nella storia del Giappone, una donna ha assunto la guida del governo. Si tratta di Sanae Takaichi, 64 anni, veterana della politica giapponese e nuova leader del Partito Liberal Democratico (PLD), formazione conservatrice che ha dominato la scena politica del Paese per quasi sette decenni. L’elezione è avvenuta in seguito a un delicato equilibrio parlamentare, reso possibile da un accordo tra il PLD e il Partito dell’Innovazione del Giappone (JIP, conosciuto anche come Ishin), un piccolo partito di centrodestra.
La nomina di Takaichi arriva in un contesto di grande instabilità politica. Alle elezioni legislative dell’ottobre 2024, la coalizione formata da PLD e Komeito aveva perso la maggioranza alla Camera bassa per la prima volta dal 2012. A peggiorare la situazione, lo scorso luglio la coalizione ha perso anche il controllo della Camera alta, spingendo l’allora primo ministro Shigeru Ishiba ad annunciare le dimissioni, assumendosi la responsabilità del crollo elettorale.
In seguito alle dimissioni di Ishiba, la guida del PLD è passata a Sanae Takaichi, figura di spicco del partito che nel corso degli ultimi vent’anni ha ricoperto numerosi incarichi di governo. Takaichi si era già candidata alla leadership del partito in passato, ma solo ora è riuscita a imporsi grazie a un fragile gioco di alleanze.
Le posizioni di Takaichi
Di orientamento marcatamente conservatore, Takaichi ha posizioni nette su diversi temi: si oppone al riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla possibilità per le coppie sposate di mantenere cognomi differenti. Tra i suoi obiettivi vi è anche una riforma costituzionale volta a rafforzare il ruolo dell’esercito e una politica estera più assertiva, con un chiaro orientamento pro-Taiwan. Lei stessa ha più volte dichiarato di ispirarsi a Margaret Thatcher e fa parte della corrente più radicale del PLD, quella legata all’ex premier Shinzo Abe.
La rottura con Komeito
La sua elezione ha provocato una frattura con Komeito, storico alleato del PLD da ben 26 anni, di cui 23 passati al governo. La rottura è avvenuta pochi giorni dopo l’insediamento di Takaichi alla guida del partito. Il leader di Komeito ha giustificato l’uscita dalla coalizione accusando il PLD di non aver sostenuto una proposta di legge mirata a limitare le donazioni da parte delle aziende ai partiti e vietare quelle ai singoli politici. Tuttavia, molti osservatori ritengono che le distanze ideologiche, accentuate dalla linea conservatrice di Takaichi, abbiano avuto un peso determinante.
Con la fine dell’alleanza con Komeito, il PLD si è trovato costretto a cercare nuovi partner per assicurarsi una maggioranza in Parlamento. L’accordo con il Partito dell’Innovazione ha colmato quel vuoto, rendendo possibile l’elezione di Takaichi alla guida dell’esecutivo.
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