di Redazione
Il premier israeliano detta le condizioni per il proseguimento del processo di pace. Hamas ribatte, accusando Israele di aver violato l’intesa con nuovi attacchi ai civili

«Se Hamas non accetterà di disarmarsi, si scatenerà l’inferno». È la dura dichiarazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, rilasciata durante un’intervista alla CBS News. Il premier ha confermato l’intenzione del governo israeliano di portare avanti l’accordo, ma a condizioni precise e irrinunciabili: «Abbiamo concordato di dare una possibilità alla pace. Portiamo a termine la prima parte e ora diamo la possibilità di fare la seconda».
«In primo luogo, Hamas deve consegnare le armi», ha proseguito. «In secondo luogo, bisogna assicurarsi che non ci siano fabbriche di armi all’interno di Gaza. Non ci deve essere contrabbando di armi a Gaza. Questa è la smilitarizzazione». Netanyahu ha poi insistito sul rispetto degli accordi presi tramite mediazione internazionale, con particolare riferimento agli ostaggi caduti: «L’organizzazione terroristica Hamas è tenuta a rispettare i suoi impegni con i mediatori e a restituire i corpi degli ostaggi come previsto dall’attuazione dell’accordo. Non scenderemo a compromessi su questo punto e non risparmieremo alcuno sforzo finché non restituiremo tutti gli ostaggi caduti, fino all’ultimo.»
Le sue parole giungono a seguito dell’identificazione dei corpi di tre ostaggi da parte del Centro nazionale di medicina legale: si tratta di Uriel Baruch, del Sergente Maggiore Tamir Nimrodi e di Eitan Levy. «Il Governo di Israele condivide il profondo dolore delle famiglie Baruch, Nimrodi e Levy, e di tutte le famiglie degli ostaggi caduti. Il governo e l’intera organizzazione per i dispersi e i prigionieri dello Stato di Israele sono determinati, impegnati e lavorano instancabilmente per restituire tutti i nostri ostaggi caduti affinché ricevano degna sepoltura nel loro Paese».
La replica di Hamas
Immediata la risposta del movimento islamista palestinese. Hazem Qassem, portavoce di Hamas, ha dichiarato: «Stiamo rispettando gli impegni assunti, inclusa la restituzione dei corpi dei soldati presi in ostaggio». Tuttavia, secondo fonti vicine al gruppo, uno dei corpi consegnati recentemente non apparterrebbe a un ostaggio, mentre altri 21 corpi di ostaggi rimarrebbero ancora nella Striscia di Gaza.
Qassem ha inoltre accusato Israele di violare i termini dell’accordo: «Israele ha commesso una grave violazione dell’intesa uccidendo civili a Shejaiya e Rafah. Chiediamo ai mediatori di costringere Israele a rispettare i suoi impegni».
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