di Redazione

Oggi, 13 ottobre, si celebra il Columbus Day. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ne annuncia il “ripristino” e attacca la cancel culture. Ma il dibattito resta aperto: per molti, Colombo è simbolo di colonialismo

È il 13 ottobre, ed è di nuovo il Columbus Day. Negli Stati Uniti oggi torna a essere celebrata ufficialmente la ricorrenza dedicata a Cristoforo Colombo: il “ripristino” della giornata nazionale in onore dell’esploratore genovese era stato annunciato giovedì scorso dal presidente Donald Trump: «Columbus Day, siamo tornati. Amiamo gli italiani», ha dichiarato mentre firmava il testo davanti alla stampa, rilanciando una festività che negli ultimi anni era finita al centro di polemiche culturali e revisioni locali.

«Cristoforo Colombo è stato un vero eroe americano e ogni cittadino è eternamente debitore della sua instancabile determinazione», si legge nella dichiarazione ufficiale. Secondo Trump, il Columbus Day è stato «minacciato» da movimenti progressisti che «hanno cercato di esiliarlo dai nostri spazi pubblici, abbattendo statue, vandalizzando monumenti e riscrivendo la storia». Un attacco diretto alla cosiddetta cancel culture, che il presidente definisce «un tentativo radicale di riscrivere l’identità americana».

L’appoggio di Meloni: «Grazie per aver ricordato che la storia non si cancella»

La risposta più significativa è arrivata da Giorgia Meloni, che in un post pubblicato su X ha ringraziato Trump per il gesto, sottolineando come la celebrazione di oggi rappresenti anche «il legame antico tra Italia e Stati Uniti» che, ha detto, «entrambi intendiamo rafforzare». «Grazie al presidente Trump per aver ripristinato il Columbus Day e ricordato che la storia non si cancella», ha scritto la premier, in un messaggio che rafforza l’intesa culturale e simbolica tra i due governi.

Nel provvedimento, Trump ha infatti voluto rendere omaggio anche alla comunità italoamericana: «Riconosciamo il contributo degli innumerevoli italoamericani che, come Colombo, hanno contribuito enormemente alla nostra cultura e al nostro stile di vita. Gli Stati Uniti e l’Italia condividono un legame speciale, fondato sui valori della fede, della famiglia e della libertà».

Un simbolo sempre più divisivo

Nonostante il forte messaggio politico, il Columbus Day non era mai stato ufficialmente rimosso dal calendario federale: per abolire una festività nazionale serve infatti un voto del Congresso, che non è mai arrivato. Tuttavia, in molti stati e città americane, la ricorrenza è stata sostituita o affiancata dalla “Giornata dei Popoli Indigeni”, istituita nel 2021 dal presidente Joe Biden per riconoscere il valore e la memoria delle comunità native.

Le proteste contro la figura di Colombo si sono intensificate negli ultimi anni, con la rimozione di statue e la riscrittura dei percorsi educativi. Gli attivisti lo accusano di essere il simbolo dell’inizio della colonizzazione europea nelle Americhe, con le conseguenti violenze, deportazioni e genocidi ai danni delle popolazioni indigene.

Trump ha però scelto proprio il giorno del Columbus Day per tracciare una linea netta: quella della restaurazione di una narrazione storica patriottica e tradizionalista. Una mossa dal forte valore simbolico in un anno elettorale, che riaccende il dibattito su come gli Stati Uniti intendano raccontare il proprio passato.

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