di Aisha Harrison

E’  iniziata la prima fase dell’accordo tra Israele e Hamas mediato dagli Stati Uniti. Il presidente americano, in volo su Air Force One, atteso in Israele e poi in Egitto: «Mi piacerebbe visitare Gaza. Stiamo andando a rendere tutti felici».

Questa matina alle 7 ora italiana (le 8 a Tel Aviv è iniziato  il rilascio dei primi 20 ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, sette sono stati già consegnati alla Croce Rossa Internazionale,  secondo quanto previsto dall’accordo sulla “prima fase” del piano di pace promosso dagli Stati Uniti. I veicoli della Croce Rossa sono già arrivati a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, per prendere in consegna i prigionieri.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è in volo verso il Medio Oriente a bordo dell’Air Force One, diretto prima in Israele e poi in Egitto per il vertice di Sharm el-Sheikh. Ai giornalisti che lo accompagnano, il presidente ha detto: «Mi piacerebbe visitare Gaza» e, commentando l’accordo, ha aggiunto: «Stiamo andando a rendere tutti felici». Poi ha ribadito: «La guerra è finita, penso che il cessate il fuoco reggerà».

Durante la visita in Israele, Trump riceverà dal presidente Isaac Herzog la massima onorificenza civile del Paese, in riconoscimento del suo ruolo decisivo nel rilascio degli ostaggi e nella mediazione della pace con Hamas.

L’intesa, approvata giovedì sera dal governo Netanyahu, prevede il ritiro delle forze israeliane lungo la “linea gialla” e la restituzione di 20 ostaggi vivi e dei corpi di altri 28 entro 72 ore.

A Tel Aviv, in Hostages Square, la città si è tinta di bandiere e nastri gialli, simbolo della mobilitazione per la liberazione dei prigionieri. Centinaia di persone sono già in piazza in attesa del momento più atteso da 737 giorni, scandendo cori di ringraziamento: «Thank you Trump, thank you Trump». Nel frattempo, Hamas ha diffuso la lista ufficiale dei 20 ostaggi che saranno liberati, confermando i nomi già noti alle autorità israeliane.

Il Qatar, principale mediatore, ha precisato che si tratta solo del primo passo verso una pace più ampia: «Le parti non erano pronte per un’intesa complessiva sul disarmo di Hamas e sulla futura amministrazione di Gaza», ha dichiarato il premier Mohammed Jassim al Thani. L’Iran, invece, ha rifiutato l’invito a partecipare al vertice di pace in Egitto, denunciando le politiche statunitensi di sanzione e pressione contro Teheran.

Dopo due anni di guerra, con oltre 67mila palestinesi uccisi — tra cui 19mila bambini — e 250 israeliani rapiti, il Medio Oriente si prepara a un giorno storico. Dalle parole di Trump all’attesa in piazza, la speranza è che questa volta la pace non sia solo un’illusione.

 

 

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