di Emilia Morelli

Affluenza in calo alle elezioni regionali in Toscana 2025: -4,7 punti rispetto al 2020. Firenze, Pisa e Siena perdono partecipazione, mentre Pistoia tiene grazie all’effetto Tomasi

regionali toscanaAlle elezioni regionali 2025 in Toscana si registra un netto rallentamento nella partecipazione degli elettori. L’affluenza alle ore 12 si ferma al 9,95%, con un calo di 4,7 punti percentuali rispetto al 2020, quando i votanti a metà giornata erano stati il 14,67%. Un dato che segna una flessione significativa, pur non configurandosi come una fuga dal voto.

Il fenomeno è diffuso in quasi tutte le province: Firenze, tradizionale roccaforte del centrosinistra, mostra una contrazione di circa 5 punti, passando dal 17,58% al 12,84%. Anche l’Empolese e la Piana fiorentina seguono lo stesso andamento, così come le province di Pisa e Siena, storicamente “rosse”, che perdono rispettivamente 5 e 4 punti.

Le province “bianche” non fanno eccezione

Il calo non risparmia neppure i territori più vicini al centrodestra. Lucca e Arezzo, zone considerate “bianche”, vedono una diminuzione dell’affluenza rispettivamente di 4,3 e 5 punti. Una tendenza generale che attraversa tutta la regione, indipendentemente dall’orientamento politico delle aree.

Unica eccezione è Pistoia, città amministrata dal sindaco Alessandro Tomasi, anche candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra. Qui l’affluenza alle 12 raggiunge il 12,11%, appena 2,2 punti in meno rispetto al 2020. Un segnale interpretato come una mobilitazione dell’elettorato a sostegno del suo sindaco.

I fattori del calo: dal post-Covid al clima politico locale

Il confronto con le elezioni di cinque anni fa va considerato con cautela. Nel 2020, infatti, il voto coincideva con il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, evento che aveva trainato l’affluenza fino al 62,6% complessivo. Un dato eccezionale rispetto al 48,2% registrato nel 2015.

Oggi, senza una consultazione nazionale parallela, l’interesse per il voto sembra più contenuto, anche se la giornata di sole potrebbe incentivare la partecipazione nelle ore pomeridiane e serali.

Il caso Prato e le ombre sugli scandali locali

Situazione delicata a Prato, seconda città della Toscana e cuore dell’industria tessile, dove l’affluenza si attesta al 10,87%, in calo di oltre 5 punti rispetto al 2020 (16,3%). Qui pesano le vicende giudiziarie che hanno investito sia il centrosinistra sia il centrodestra: le dimissioni dell’ex sindaca Ilaria Bugetti per un’indagine su corruzione e, dall’altro lato, lo scandalo che ha coinvolto l’ex capogruppo di Fratelli d’Italia, Tommaso Cocci, ritiratosi dopo essere rimasto coinvolto in un caso di ricatti e minacce a sfondo privato.

In un contesto simile, la disillusione degli elettori sembra aver inciso sull’affluenza, confermando una tendenza al disimpegno che attraversa l’intera regione.

Un segnale di stanchezza politica

Il calo dell’affluenza in Toscana riflette una certa fatica democratica diffusa, in cui il voto regionale fatica a motivare gli elettori. La tenuta di Pistoia resta un caso isolato, ma potrebbe indicare come la presenza di candidati fortemente radicati nel territorio sia ancora in grado di mobilitare il consenso.

L’appuntamento serale con i nuovi dati dirà se la giornata riuscirà a invertire la rotta o se il 2025 sarà ricordato come l’anno del disincanto elettorale in Toscana.

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