di Ennio Bassi


Domani il presidente Usa guiderà l’incontro internazionale insieme a al-Sisi. Vi parteciperanno 20 leader mondiali tra cui Giorgia Meloni: nessun soldato americano a Gaza, focus su tregua, liberazione ostaggi e allargamento degli Accordi di Abramo a tutta la regione.

 

trumpDomani, lunedì 13 ottobre, il presidente Donald Trump presiederà a Sharm el Sheikh il vertice internazionale per la pace in Medio Oriente, insieme al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Si tratta di un incontro storico, con oltre 20 leader mondiali attesi, tra cui il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Annalena Baerbock, la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il segretario generale dell’Onu António Guterres.

Secondo il sito Axios, Trump avrebbe invitato anche l’Iran, con l’obiettivo di estendere gli Accordi di Abramo a Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito l’iniziativa “wishful thinking”, pur confermando di aver ricevuto da Mosca un messaggio israeliano che “esclude nuovi attacchi”. La mossa riflette l’ambizione della Casa Bianca di trasformare l’intesa su Gaza in un nuovo paradigma regionale di sicurezza e cooperazione economica, con la partecipazione di tutti gli attori chiave del Medio Oriente.

La prima fase dell’accordo su Gaza è già in corso. L’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il comandante del Central Command Brad Cooper hanno ispezionato la Striscia, constatando l’inizio del ritiro israeliano, la distribuzione di aiuti umanitari e i preparativi per la liberazione degli ostaggi di Hamas e dei detenuti palestinesi. Cooper ha precisato che nessun soldato americano sarà schierato a Gaza, mentre circa 200 militari sono già in Israele per creare un centro di coordinamento che monitorerà la tregua e faciliterà il dialogo tra le parti.

Trump ha parlato di un “accordo sostanziale” sulla seconda fase, che comprende il disarmo di Hamas, l’esilio dei leader del gruppo e la creazione di una nuova autorità di governo per Gaza. Tuttavia, il ritorno delle forze di sicurezza del movimento palestinese evidenzia quanto sarà complesso realizzare questi obiettivi.

Il presidente statunitense guarda oltre il conflitto locale: punta a una pace regionale basata sull’allargamento degli Accordi di Abramo, già firmati da quattro paesi arabi durante il suo primo mandato. Una strategia che prevede cooperazione militare, scambi economici e accordi di sicurezza multilaterali. Documenti di intelligence pubblicati dal New York Times rivelano che Hamas aveva tentato di coinvolgere l’Iran negli attacchi del 7 ottobre, a difesa del proprio interesse a contrastare l’espansione dell’intesa. Nel frattempo, Israele ha continuato la collaborazione militare con sei paesi arabi, tra Qatar, Bahrein, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait e Oman, creando una struttura operativa pronta a sostenere il nuovo equilibrio regionale, che comprende anche la base aerea che il Qatar costruirà in Idaho.

Nonostante le tensioni, Trump sottolinea la necessità di una soluzione a due Stati, che resta il fulcro di qualsiasi stabilità duratura. Gli analisti avvertono però che l’obiettivo sarà difficile da raggiungere finché Benjamin Netanyahu rimarrà al potere a Gerusalemme, e che il percorso richiederà compromessi politici e sicurezza condivisa per tutti gli attori coinvolti.

 

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L’articolo Trump a Sharm per lo storico vertice per la pace in Medio Oriente. Invitato anche l’Iran proviene da Associated Medias.