di Redazione
L’inchiesta partita da Roma coinvolge la mostra “Dalí. Tra arte e mito”. Navigare Srl, società organizzatrice, assicura piena collaborazione
La mostra Dalí: tra arte e mito, inaugurata pochi giorni fa a Palazzo Tarasconi, nel centro storico di Parma, è stata travolta da un vero e proprio terremoto culturale e giudiziario. I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma hanno sequestrato 21 opere d’arte attribuite a Salvador Dalí, ritenute non autentiche. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, coinvolge arazzi, incisioni, disegni e oggettistica esposta nella mostra.
L’indagine prende origine da una segnalazione ufficiale della Fundaciòn Gala – Salvador Dalí, ente spagnolo che detiene i diritti legali sull’opera e l’immagine dell’artista. L’esposizione, che avrebbe dovuto restare aperta fino al 1° febbraio 2026, include oltre 200 opere del maestro surrealista ed era incentrata sul suo legame con la letteratura. L’operazione odierna però, è in realtà l’ultima tappa di un’inchiesta avviata mesi fa. Le stesse opere erano state precedentemente esposte a Roma, al Museo Storico della Fanteria, nella prima tappa della mostra tra gennaio e luglio 2025. Proprio lì sono state notate le prime anomalie su alcuni pezzi, che hanno dato il via a controlli più approfonditi.
Intanto Navigare Srl, promotrice del progetto espositivo, ha comunicato la piena disponibilità a collaborare con le autorità. La società, attiva da anni nel settore artistico, si è detta pronta a fornire tutta la documentazione richiesta e ogni elemento utile alla verifica dell’autenticità delle opere. In attesa dell’esito delle indagini, Navigare si riserva ogni tutela legale prevista.
Il ruolo della Fundaciòn Gala – Salvador Dalí
La Fundaciòn Gala – Salvador Dalí, con sede a Figueres in Spagna, è l’unico soggetto autorizzato a verificare l’autenticità delle opere dell’artista. È stata proprio questa fondazione a contestare la veridicità delle opere esposte, ravvisando gravi difformità stilistiche e documentali rispetto alla produzione riconosciuta del pittore. La segnalazione ha dato il via alla richiesta di perizie tecniche, che avrebbero confermato i sospetti: molte delle opere non risultano tracciabili in alcun catalogo ragionato ufficiale, né accompagnate da certificati di autenticità riconosciuti.
Il mercato legato a Salvador Dalí è tra i più problematici del mondo dell’arte moderna. Negli anni ’80 l’artista firmò migliaia di fogli in bianco, che vennero poi utilizzati per produrre stampe, litografie e multipli in quantità industriale. Questo ha generato un mercato grigio, dove le distinzioni tra originale, copia autorizzata e falso vero e proprio diventano sfumate. Inoltre, sono già avvenuti sequestri in passato relativi a mostre “non ufficiali”, con opere giudicate apocrife da enti spagnoli o da periti indipendenti.
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L’articolo Dalí sotto sequestro, 21 opere ritenute false alla mostra di Parma proviene da Associated Medias.

