di Redazione
È il primo blocco dal 2018: 750mila dipendenti senza stipendio, servizi ridotti e Congresso in stallo. Trump accusa i democratici, che denunciano un attacco allo Stato sociale.

Dalla mezzanotte di oggi il governo federale degli Stati Uniti è ufficialmente in shutdown. Congresso e Casa Bianca non sono riusciti a raggiungere un accordo sul bilancio e sull’estensione dei finanziamenti, portando alla sospensione di gran parte delle attività amministrative.È la prima volta che accade dal 2018, quando, sempre sotto la presidenza di Donald Trump, il blocco durò ben 34 giorni, il più lungo della storia americana. Oggi, come allora, non c’è una via d’uscita chiara: i repubblicani e i democratici restano profondamente divisi su sanità, spese sociali e modalità di finanziamento dello Stato.
Cos’è lo shutdown
Negli Stati Uniti, il bilancio federale deve essere rinnovato ogni anno dal Congresso. Se Camera e Senato non approvano entro la scadenza una legge di spesa, le risorse si interrompono e il governo è costretto a “spegnersi” parzialmente: molti uffici chiudono e migliaia di dipendenti federali vengono messi in congedo forzato (furlough), senza stipendio. Secondo il Congressional Budget Office, circa 750.000 lavoratori pubblici saranno temporaneamente sospesi ogni giorno. Altri, impiegati in settori “essenziali” – come controllori di volo, agenti di sicurezza dei trasporti, forze dell’ordine federali e militari – dovranno continuare a lavorare, ma senza ricevere paga finché il governo non riaprirà. Per legge, una volta terminato lo shutdown, i dipendenti riceveranno gli arretrati. Ma il costo per i contribuenti sarà ingente: circa 400 milioni di dollari in salari per periodi non lavorati.
Cosa funziona e cosa no
Chiusi o ridotti: uffici federali, servizi amministrativi, gestione di nuove pratiche per Medicare e Social Security (anche se i benefici già erogati continueranno). Parzialmente aperti: i parchi nazionali, che resteranno accessibili ma con personale ridotto. Non toccati: programmi finanziati separatamente dal bilancio annuale, come pensioni Social Security e Medicare già in corso.
Perché è accaduto
Il cuore dello scontro è l’Obamacare. I democratici chiedono il rinnovo dei sussidi sanitari rafforzati, in scadenza a fine anno, e garanzie contro l’uso politico dei fondi da parte della Casa Bianca. I repubblicani, che controllano entrambe le Camere ma non dispongono dei 60 voti necessari al Senato, propongono invece una proroga “pulita” dei finanziamenti fino al 21 novembre, senza modifiche politiche.La mediazione è fallita: il Senato ha bocciato sia la proposta repubblicana sia quella democratica a poche ore dalla scadenza, avviando così il blocco.
Le reazioni politiche
Il presidente Donald Trump sembra convinto che saranno i democratici a pagare il prezzo politico dello shutdown. «È difficile per loro spiegare perché non sostengono un disegno di legge che mantiene aperto il governo», hanno dichiarato fonti della Casa Bianca. I democratici, però, accusano Trump di voler sfruttare la crisi per ridurre in modo permanente lo Stato federale. Il senatore Sheldon Whitehouse ha detto senza mezzi termini: «Abbiamo un folle al comando». Nonostante la compattezza iniziale, alcune crepe si sono già aperte: tre senatori del fronte democratico – John Fetterman (Pennsylvania), Angus King (indipendente del Maine) e Catherine Cortez Masto (Nevada) – hanno votato a favore della proposta repubblicana.
Per il leader di maggioranza al Senato, John Thune (South Dakota), questa è la prova che «le crepe tra i democratici stanno già emergendo» e che altri potrebbero presto cedere, man mano che i costi dello shutdown peseranno sul Paese.
Il Senato tornerà a votare sulla proposta repubblicana nei prossimi giorni. L’iter potrebbe ripetersi più volte, con lo stesso testo riproposto finché un numero sufficiente di democratici non lo sosterrà. Ma la minoranza guidata da Chuck Schumer ribadisce che non intende approvare un provvedimento che ignori le proprie priorità politiche. Lo scontro, dunque, appare destinato a protrarsi, con conseguenze sempre più pesanti per i cittadini americani.
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