di Emilia Morelli

La Global Sumud Flotilla, con 45 imbarcazioni e 500 attivisti a bordo, si avvicina a Gaza. La Marina israeliana prepara l’intervento, mentre Meloni invita a fermarsi e gli organizzatori accusano l’Italia di sabotaggio

Dopo settimane di navigazione, la Global Sumud Flotilla (GSF) è giunta a circa 100 miglia dalle coste di Gaza. Le 45 imbarcazioni, che trasportano circa 500 flottillaattivisti – tra cui una cinquantina di italiani – puntano a violare simbolicamente il blocco navale israeliano imposto sulla Striscia.

La Marina israeliana, supportata dalle forze speciali Shayetet 13, si prepara a fermare la flotta. Le autorità di Tel Aviv hanno chiarito che non verrà usata “forza letale”, ma la complessità dell’operazione, per il numero di imbarcazioni coinvolte, lascia aperti scenari di rischio.

La posizione dell’Italia e le accuse di sabotaggio

La fregata italiana Alpino, inviata per assistere le imbarcazioni, ha annunciato che non supererà la distanza di 150 miglia da Gaza, offrendo comunque ospitalità a chi volesse lasciare la missione. Una decisione che gli attivisti hanno interpretato come un “tentativo di sabotaggio e divisione”, accusando Roma di non voler garantire reale protezione.

Dal canto suo, la premier Giorgia Meloni ha ribadito l’invito alla prudenza: «Il piano di pace promosso dagli Stati Uniti rappresenta una speranza fragile, che rischia di saltare proprio per iniziative come quella della Flotilla».

Le reazioni internazionali e l’appello del Papa

La missione ha ottenuto il sostegno di parlamentari e personalità pubbliche, tra cui Arturo Scotto (Pd), imbarcato sulla Flotilla. «Non ci fermeremo – ha dichiarato – perché siamo in acque internazionali e l’intervento israeliano sarebbe illegittimo».

In serata, è arrivato anche l’appello di Papa Francesco, che ha espresso la speranza «che non ci sia violenza e che venga rispettata la dignità delle persone».

Le accuse di Israele: “Collegamenti con Hamas”

Tel Aviv ha diffuso documenti che, secondo l’esercito israeliano, dimostrerebbero un coinvolgimento diretto di Hamas nel finanziamento della missione. Tra i nomi citati: Zaher Birawi, leader di iniziative filo-palestinesi a Londra, e Saif Abu Kashk, imprenditore spagnolo del settore navale.

Gli organizzatori della GSF hanno respinto le accuse, chiedendo che eventuali prove vengano consegnate a enti indipendenti. «Siamo una missione civile e umanitaria, sotto gli occhi del mondo», ha dichiarato la portavoce italiana Maria Elena Delia.

La posizione dei giuristi internazionali

Diverse associazioni di giuristi, tra cui Asgi e Giuristi Democratici, hanno sottolineato che la missione non viola il diritto internazionale. Secondo loro, è invece il blocco navale israeliano a costituire un atto illecito, poiché considera come israeliane le acque antistanti Gaza, che in realtà ricadono sotto giurisdizione palestinese.

Il piano operativo israeliano

Secondo i media israeliani, l’operazione di fermo della Flotilla dovrebbe avvenire nella notte tra mercoledì e giovedì, in coincidenza con Yom Kippur. I partecipanti saranno condotti nel porto di Ashdod e successivamente trasferiti al carcere di Ketziot, con procedure accelerate per l’espulsione.

Per garantire la sicurezza, Israele ha mobilitato 600 agenti, oltre a ospedali e ambulanze in stato di allerta. Un alto ufficiale ha anticipato che l’operazione sarà “sensibile e complessa”, vista la presenza di parlamentari e figure pubbliche di rilievo.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Flotilla per Gaza: Israele pronta a bloccare, accuse di sabotaggio all’Italia proviene da Associated Medias.