di Emilia Morelli

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato condannato a cinque anni di carcere per associazione a delinquere nel caso dei presunti finanziamenti libici del 2007. Una vicenda giudiziaria che mina la sua eredità politica

sarkozyNicolas Sarkozy dovrà affrontare una nuova pesante sentenza. Il tribunale di Parigi lo ha riconosciuto colpevole di associazione a delinquere nel processo sui presunti fondi libici destinati alla campagna presidenziale del 2007. La pena stabilita è di cinque anni di carcere, che potrebbe essere applicata anche in caso di appello. L’ex capo dello Stato, giunto in aula insieme alla moglie Carla Bruni, rischia la detenzione già nelle prossime settimane, in attesa della decisione del giudice per le libertà.

Le motivazioni della sentenza

I magistrati hanno escluso che Sarkozy abbia ricevuto personalmente denaro dal regime di Muammar Gheddafi, ma hanno ritenuto provata la responsabilità indiretta dell’ex presidente. Secondo la corte, infatti, i suoi collaboratori avrebbero tentato di organizzare un accordo illecito con Tripoli. “Le tempistiche coincidono e i flussi finanziari restano opachi”, ha dichiarato la giudice leggendo una sentenza di oltre 400 pagine, sottolineando come Sarkozy avesse lasciato spazio al suo entourage per cercare finanziamenti proibiti.

La reazione di Sarkozy: “Un’ingiustizia”

All’uscita dal tribunale, Sarkozy ha respinto con fermezza le accuse, parlando di una decisione “di estrema gravità per lo stato di diritto”. L’ex presidente ha ribadito la propria innocenza, sostenendo che nessuna prova concreta dimostra l’esistenza di finanziamenti libici né episodi di corruzione diretta. “Sono condannato solo per ciò che avrebbero fatto i miei collaboratori”, ha affermato davanti ai giornalisti.

Una lunga scia di processi e condanne

Non è la prima volta che Sarkozy affronta la giustizia. Nel 2021 è stato condannato per corruzione e traffico di influenza, con pena resa definitiva nel 2023 e da scontare con il braccialetto elettronico. Sempre nel 2021 aveva ricevuto un’altra condanna per il finanziamento illecito della campagna elettorale del 2012, confermata in appello e attualmente al vaglio della Cassazione. Nel giugno scorso, la sua immagine pubblica ha subito un ulteriore colpo con la revoca della Legion d’Onore, la massima onorificenza della Repubblica.

Implicazioni politiche ancora attuali

Il caso dei presunti fondi libici è considerato il più grave per le conseguenze politiche e diplomatiche. L’inchiesta, durata oltre dieci anni, ruota attorno a un presunto accordo stretto nel 2005 tra Sarkozy, allora ministro dell’Interno, e Gheddafi. Nonostante le sentenze, l’ex presidente continua a mantenere un ruolo di influenza. È stato ricevuto più volte all’Eliseo da Emmanuel Macron e resta un punto di riferimento per diversi leader della destra francese, incluso il nuovo premier Sébastien Lecornu, suo ex collaboratore.

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