di Redazione

La premier p invita Tel Aviv a non ostacolare la nascita di uno Stato palestinese. Nel discorso anche Ucraina, riforma dell’Onu e un appello al «coraggio» citando San Francesco.

Quelle pronunciate da Giorgia Meloni all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel cuore della notte italiana, sono le frasi più dure che finora abbia rivolto a Israele. La presidente del Consiglio ha parlato apertamente della “ferocia e la brutalità” dell’azione militare di Tel Aviv, ricordando che “la reazione a una aggressione deve sempre rispettare il principio di proporzionalità”. Un atto d’accusa diretto, che si rafforza man mano nel discorso: tale principio “vale per gli individui, e vale a maggior ragione per gli Stati. E Israele ha superato quel limite, con una guerra su larga scala che sta coinvolgendo oltre misura la popolazione civile palestinese. È su questo limite che lo Stato ebraico ha finito per infrangere le norme umanitarie, causando una strage tra i civili».

Dopo la denuncia, arriva l’appello. La premier invita Israele a sottrarsi “alla trappola di questa guerra. Lo deve fare per la storia del popolo ebraico, per la sua democrazia, per gli innocenti, per i valori universali del mondo libero di cui fa parte”. In quest’ottica chiarisce che Tel Aviv “non ha il diritto di impedire che domani nasca uno Stato palestinese, né di costruire nuovi insediamenti in Cisgiordania al fine di impedirlo. Per questo abbiamo sottoscritto la Dichiarazione di New York sulla soluzione dei due Stati”.

È una posizione che segna un cambio di tono senza precedenti da parte del governo italiano, anche se non arriva fino al riconoscimento ufficiale della Palestina, già compiuto da Paesi come Francia e Gran Bretagna.

Un altro capitolo del discorso riguarda la guerra in Ucraina. Per Meloni, la Russia “ha deliberatamente calpestato l’articolo 2 della carta dell’Onu e ancora oggi non si mostra disponibile a sedere al tavolo della pace con effetti destabilizzanti”. Citando le parole di papa Francesco, la premier sottolinea come i conflitti in corso stiano configurando una “Terza Guerra Mondiale combattuta a pezzi”.

Il terzo punto centrale è la riforma delle Nazioni Unite, un processo che per Meloni non può più essere rinviato: «E multilateralismo, dialogo e diplomazia, senza istituzioni che funzionano come dovrebbero sono solo parole vuote. Dobbiamo riconoscere i nostri limiti”. Per questo, aggiunge, una riforma è “urgente” e deve basarsi su «eguaglianza, democraticità, rappresentatività e responsabilità. Non servono nuove gerarchie e non servono nuovi seggi permanenti», ma piuttosto strumenti capaci di tutelare tutti i Paesi, non solo alcuni.Lo stesso criterio, afferma, deve valere per le normative sui migranti, che andrebbero aggiornate per evitare che “alcune magistrature politicizzate finiscono per calpestare il diritto, con interpretazioni ideologiche e a senso unico”-  In chiusura, Meloni si affida a un richiamo spirituale: cita San Francesco, ricordando che «i combattimenti difficili vengono riservati solo a chi ha un coraggio esemplare». E conclude: “Credo sia arrivato il tempo di dimostrare quel coraggio”.

 

 

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L’articolo Meloni all’Onu attacca Israele: “Superato il limite” proviene da Associated Medias.