di Velia Iacovino
L’attrice si è spenta a 87 anni nella sua casa di Nemours, in Francia, circondata dall’affetto della sua famiglia.

Oggi il mondo del cinema piange Claudia Cardinale, scomparsa a 87 anni nella sua casa di Nemours, in Francia, circondata dall’affetto della sua famiglia. Nata a Tunisi nel 1938 da genitori siciliani, Claudia non aspirava alla ribalta. Era una ragazza schiva, quasi diffidente verso i riflettori, ma il destino la scelse: la sua corrente di fascino naturale la portò a Cinecittà, nel cuore pulsante del cinema italiano, trasformandola senza volerlo in una vera diva.Mai schiava del divismo, visse la fama con discrezione e ironia. La sua lunga carriera, iniziata a metà degli anni Cinquanta e protrattasi per oltre sessant’anni, l’ha vista cimentarsi in una vasta gamma di generi: dalla commedia all’italiana agli spaghetti western, dai drammatici ai film storici, fino alle produzioni hollywoodiane, senza trascurare esperienze nella musica, in teatro e in televisione. Ha partecipato a più di 150 film, molti dei quali considerate pietre miliari del cinema d’autore.Tra i registi italiani con cui ha lavorato figurano Mario Monicelli (I soliti ignoti), Luchino Visconti (Il Gattopardo, Vaghe stelle dell’Orsa), Federico Fellini (8½), Mauro Bolognini (Il bell’Antonio, La viaccia, Senilità, Libera, amore mio!), Valerio Zurlini (La ragazza con la valigia), Luigi Comencini (La ragazza di Bube, La storia), Sergio Leone (C’era una volta il West), Luigi Zampa (Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata), Luigi Magni (Nell’anno del Signore) e Damiano Damiani (Il giorno della civetta). A livello internazionale, ha lavorato con registi di grande spessore come Abel Gance, Blake Edwards, Werner Herzog e Manoel de Oliveira. Nel febbraio 2011, il Los Angeles Times l’ha inserita tra le 50 donne più belle della storia del cinema di tutti i tempi.
Oltreoceano ha riscosso enorme successo, collaborando con attori del calibro di John Wayne, Sean Connery, William Holden, Henry Fonda, Eli Wallach, Orson Welles, Peter Finch, Anthony Quinn, Jack Palance, David Niven, Laurence Olivier, Burt Lancaster, Jason Robards e molti altri, contribuendo così alla diffusione internazionale del cinema italiano.Come molte attrici della sua generazione, Claudia ha incarnato un nuovo modello femminile: una donna emancipata, volitiva e indipendente, che rivendica libertà, autodeterminazione e parità nei rapporti affettivi e professionali. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 1984 ha conquistato il Premio Pasinetti come miglior attrice alla Mostra del Cinema di Venezia, dove successivamente le è stato conferito anche il Leone d’oro alla carriera. Si è aggiudicata inoltre cinque David di Donatello, cinque Nastri d’argento, tre Globi d’oro, oltre al Premio Barocco e alla Grolla d’oro come migliore attrice. A livello internazionale, le sono stati conferiti l’Orso d’oro alla carriera, il Premio Lumière, il Premio Flaiano e numerosi altri riconoscimenti, competitivi e onorari, a testimonianza del suo impatto mondiale nel cinema. Claudia Cardinale, all’anagrafe Claude Joséphine Rose Cardinale, nacque il 15 aprile 1938. I genitori, Francesco Cardinale e Yolanda Greco, erano di origini siciliane. Il suo primo contatto con il cinema avvenne nel 1956, partecipando insieme alle compagne di scuola al cortometraggio del regista francese René Vautier, Les Anneaux d’or, sul tema dell’indipendenza economica e sociale del paese, presentato con successo al Festival di Berlino e vincitore dell’Orso d’argento. Fu sufficiente un primo piano in quel film per trasformarla in celebrità locale, tanto da essere richiesta da Jacques Baratier per I giorni dell’amore, con protagonista Omar Sharif, considerata la sua prima vera prova d’attrice, che accettò con riluttanza in un ruolo secondario. La svolta definitiva arrivò nel 1957, durante la Settimana del cinema italiano a Tunisi, organizzata dall’Unitalia-Film, quando vinse quasi per caso il concorso di bellezza per la «più bella italiana di Tunisia», tenutosi a Gammarth. In premio ottenne un viaggio a Venezia, dove il suo fascino diciottenne non passò inosservato agli occhi di registi e produttori presenti alla Mostra internazionale d’arte cinematografica.Con questo inizio, Claudia Cardinale divenne rapidamente un’icona di eleganza e talento, simbolo di un cinema che ha saputo unire fascino, autenticità e profondità interpretativa, lasciando un segno indelebile nella storia della settima arte.
Nella memoria collettiva resta l’immagine di Angelica che volteggia nel valzer de Il Gattopardo: elegante, fiera e immortale, simbolo di fascino senza tempo e di un cinema capace di emozionare generazioni.
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