di Emilia Morelli
All’Assemblea Generale ONU, Trump critica l’inefficacia dell’organizzazione, invoca pace a Gaza, minaccia nuovi dazi alla Russia e avverte l’Iran sul nucleare
Donald Trump è tornato a calcare il palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con un discorso diretto e privo di filtri. L’ex presidente ha accusato l’organizzazione di essere incapace di prevenire i conflitti, limitandosi a produrre “lettere piene di parole vuote”. Secondo Trump, l’ONU non sfrutta il suo vero potenziale e si presenta come un organismo che arriva sempre “dopo e non durante” le crisi globali.
La guerra a Gaza e la questione palestinese
Tra i temi centrali, il conflitto in Medio Oriente. Trump ha chiesto un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza e l’avvio di negoziati di pace. Al tempo stesso, ha ribadito la sua contrarietà a un riconoscimento ufficiale della Palestina, definendolo “una ricompensa per Hamas” e per i suoi attacchi contro Israele. Al centro del suo intervento anche l’appello per il rilascio immediato degli ostaggi israeliani.
Russia e Ucraina: minaccia di nuovi dazi
Passando al conflitto in Ucraina, Trump ha sottolineato come la guerra non sarebbe mai dovuta scoppiare e l’ha definita una tragedia senza senso. Ha criticato sia i Paesi NATO che continuano a importare petrolio russo, sia Cina e India per il loro sostegno a Mosca. Ha quindi minacciato un “round potentissimo di dazi” contro la Russia se non accetterà un accordo di pace, chiedendo all’Unione Europea e agli altri Stati membri ONU di adottare misure coordinate per renderli efficaci.
La questione nucleare e l’Iran nel mirino
La sicurezza globale è stata un altro punto chiave. Trump ha ribadito la necessità di fermare lo sviluppo di armi nucleari e biologiche, definendo l’Iran lo “sponsor numero uno del terrorismo mondiale”. Ha raccontato di aver proposto in passato un accordo di cooperazione in cambio dello stop al programma nucleare iraniano, offerta respinta dal regime, accusato di continuare a minacciare gli interessi americani e i Paesi vicini.
Un discorso tra ricordi e improvvisazioni
Il tycoon ha anche ricordato i successi della sua precedente amministrazione, definendo quel periodo come “un’epoca d’oro” per gli Stati Uniti. Ha ironizzato sul malfunzionamento del gobbo elettronico, promettendo di parlare “più con il cuore” davanti alla platea internazionale. Il suo intervento ha toccato infine temi interni, in particolare la lotta all’immigrazione, riproponendo le priorità già al centro della sua agenda politica.
La replica di Guterres
Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha risposto con un discorso di segno opposto. Ha denunciato la distruzione di Gaza come ingiustificabile e chiesto un cessate il fuoco immediato, insieme al rilascio di tutti gli ostaggi. Ha avvertito che il mondo vive un’epoca di “sconvolgimenti e sofferenza”, con istituzioni multilaterali indebolite. Per Guterres, la soluzione a due Stati resta l’unica via possibile per la pace in Medio Oriente.
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