di Martina Esposito

Le parole del ministro arrivano nel corso del vertice Onu a New York: «Favorevoli al riconoscimento della Palestina ma prima bisogna costruirla»

Sono giorni di scontri di piazza e vertici internazionali quelli che stanno seguendo l’ingresso delle forze di terra israeliane a Gaza City. E durante l’80esima Assemblea Generale dell’Onu in corso a New York la Palestina viene riconosciuta come Stato dall’80% dei Paesi delle Nazioni Unite. A rimanere fuori, l’Italia, oltre a Germania e Stati Uniti: «Il riconoscimento della Palestina è un regalo a Hamas», ha affermato il Ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, mentre Meloni arriva nella Grande Mela a vertice concluso, ma in vista del nuovo vertice dei prossimi giorni.

Sulla questione Tajani ha aggiunto: «Noi siamo favorevoli al riconoscimento dello Stato della Palestina ma prima bisogna costruirlo. Noi stiamo lavorando per fare questo». Una dichiarazione che va collocata in un quadro ideologico fermo: «La soluzione dei due Stati, con la coesistenza pacifica di palestinesi e israeliani, è l’unica soluzione per garantire un futuro di pace in Medio Oriente», ha spiegato.

Le dichiarazioni del vicepremier arrivano nelle stesse ore in cui in Italia, nel pieno dello sciopero generale, alcuni manifestanti hanno assaltato la Stazione Centrale di Milano. «Quello che sta avvenendo è veramente incredibile e non ha nulla a che vedere con l’aiuto alla popolazione palestinese», ha affermato. «Aggredire la polizia, bloccare le stazioni e i porti, le autostrade, sono atti criminali inaccettabili e tutto ciò è veramente deprecabile e non aiuta certamente l’impegno a sostegno del popolo palestinese e a favore della pace. Non si difende la pace con atti di violenza», ha concluso.

Tajani ha annunciato che riferirà ufficialmente in Parlamento giovedì 2 ottobre per illustrare la posizione del governo sulla situazione nella Striscia di Gaza e gli sviluppi sul terreno.

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