di Ennio Bassi

Il nuovo impianto di Enel si trova a Venaus, in Val di Susa, e unisce fotovoltaico galleggiante e desedimentazione

Venaus diventa il simbolo di una nuova visione dell’energia, dove innovazione e sostenibilità si fondono in un’unica infrastruttura. A firmare il passo avanti è Enel, e lo ha fatto inaugurando nel bacino della centrale idroelettrica del comune piemontese il primo sistema al mondo che integra un impianto fotovoltaico galleggiante con una tecnologia di desedimentazione ecologica. Un vero e proprio avanzamento verso un modello di produzione più pulito, efficiente e replicabile.

Il progetto nasce con l’obiettivo di migliorare la gestione dei sedimenti senza svuotare il bacino, riducendo l’impatto ambientale e aumentando la resa energetica grazie alla produzione fotovoltaica. Il nuovo sistema, completamente autosufficiente, utilizza eliche per smuovere i sedimenti e una pompa aspiratrice mobile per redistribuirli in modo controllato durante il normale funzionamento dell’impianto. A fornire energia al sistema ci pensano i pannelli bifacciali galleggianti, installati sulla superficie dell’acqua e capaci di produrre circa 1.200 MWh all’anno, riducendo al contempo l’evaporazione della risorsa idrica.

Enel, Rossi: il progetto «tutela il territorio e le comunità locali»

Durante la cerimonia, alla presenza di rappresentanti istituzionali, aziende partner e mondo accademico, Nicola Rossi, responsabile Innovation Enel, ha sottolineato il valore dell’integrazione tra tecnologie diverse: «Oggi inauguriamo un nuovo sistema tecnologicamente avanzato e integrato alla centrale idroelettrica. Attraverso l’ibridazione degli impianti abbiamo già ottenuto una maggiore disponibilità di energia con un utilizzo migliore della risorsa idrica». L’ibridazione tra fotovoltaico e idroelettrico, ha precisato, «tutela il territorio e le comunità locali», rendendo Venaus «ancora più efficiente e sostenibile».

L’onorevole Luca Squeri, Segretario della X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, ha rimarcato il ruolo del progetto nel contesto nazionale: «Il sistema integrato inaugurato oggi testimonia l’avanguardia della capacità di innovazione in campo energetico e ambientale che l’Italia porta avanti grazie anche ad Enel e alle altre importanti realtà che hanno partecipato». Per Squeri, si tratta della conferma «dell’impegno del Paese e, in particolare, della Regione Piemonte, per la transizione in atto e la tutela della risorsa idrica».

A sottolineare l’importanza del legame tra sviluppo e territorio è stato anche l’assessore regionale alle attività produttive, Andrea Tronzano, secondo cui «il Piemonte sostiene la transizione energetica con responsabilità, valorizzando le soluzioni che uniscono innovazione e tutela del territorio». Gli ha fatto eco Sonia Cambursano, consigliera della Città metropolitana di Torino delegata allo sviluppo economico, ricordando che «la Valle di Susa ha bisogno di progetti come questo, che non consumano suolo e producono energia pulita». Sono stati presenti all’inaugurazione anche Avernino Di Croce, Sindaco di Venaus, Carlo Pignoloni, Responsabile Enel Green Power Italia, Marina Lombardi, Responsabile Innovation EGP&TGX Enel, Paolo Arrigoni, Presidente GSE, Alessia Berlusconi, Managing Partner di NRG Island, Alessandro Minori, CEO di Pipein e Giovanna Cavazzini, Professoressa Associata Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

Uno sforzo collettivo

Al progetto hanno collaborato l’Università di Padova, la startup italiana Pipein e l’azienda NRG Island. L’iniziativa si inserisce in un percorso di trasformazione più ampio per la centrale idroelettrica di Venaus, già “solarizzata” nel 2023 con un impianto flottante. L’installazione di pannelli galleggianti offre numerosi vantaggi: l’assenza di consumo di suolo, un miglior rendimento grazie a temperature più basse e la riduzione dell’evaporazione, a beneficio dell’intero bacino.

In parallelo all’inaugurazione, Enel ha promosso anche un programma educativo per le scuole locali. Gli studenti hanno assistito a una lezione sulla transizione energetica e sulla mobilità elettrica, tenuta dal personale Enel, e partecipato a una pedalata amatoriale, con la possibilità di visitare da vicino la centrale e il nuovo impianto. Con l’esperienza di Venaus, Enel non solo rinnova il proprio impegno nella decarbonizzazione, ma apre la strada a un modello energetico ibrido, scalabile e rispettoso dell’ambiente. Una visione che coniuga efficienza, innovazione e valorizzazione del territorio.

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