di Redazione

I container avrebbero dovuto essere imbarcati su una nave diretta a Haifa. Le autorità locali hanno impedito l’ingresso dei veicoli nei terminal, esprimendo la loro contrarietà al traffico di armi

Due camion carichi di container contenenti materiale esplosivo sono stati bloccati giovedì scorso al porto di Ravenna. Il loro arrivo era previsto al Terminal Container Ravenna (TCR), gestito dalla società Sapir, dove avrebbero dovuto caricare su una nave della compagnia israeliana Zim, in rotta verso Haifa. Il carico, identificato con la classificazione di rischio 1-B-4, indicativa della presenza di esplosivi, è stato segnalato già martedì da alcuni operatori portuali mentre i mezzi erano ancora in transito tra l’Austria e l’Italia.

Le autorità locali bloccano il carico

Il Comune di Ravenna, la Provincia e la Regione Emilia-Romagna — che figurano tra gli azionisti delle società portuali coinvolte — hanno preso una posizione netta, inviando a Sapir una comunicazione formale in cui si esprimeva la ferma contrarietà all’imbarco di armamenti dal porto locale. Nella lettera, è stato chiesto di inserire nei codici etici aziendali il valore della pace e il rispetto dei diritti umani come principi guida.

Il sindaco Alessandro Barattoni ha dichiarato di aver verificato personalmente la presenza del carico con i vertici portuali, senza ricevere smentite. Ha poi sottolineato la necessità di un intervento chiaro da parte del governo nazionale: «Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano», ha affermato. La richiesta delle autorità locali è stata accolta da Sapir e TCR, che hanno negato l’accesso ai camion nei terminal. I veicoli, quindi, sono ripartiti nella serata di giovedì, senza che il contenuto venisse imbarcato. Al momento non è noto quale sia stata la loro destinazione successiva.

Per Ravenna non è la prima volta

L’episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione sull’attività del porto di Ravenna, già teatro di simili segnalazioni nei mesi scorsi. A giugno, infatti, era stato scoperto un altro container carico di esplosivi, proveniente anch’esso dalla Repubblica Ceca e diretto, tramite nave, verso Israele. Quel carico era giunto a destinazione il 4 luglio. Nel frattempo, martedì scorso, la città aveva visto la partecipazione di circa un migliaio di persone a una manifestazione intitolata “Fuori Israele dal porto di Ravenna”, promossa da oltre sessanta tra associazioni e comitati. L’evento era volto a denunciare il traffico di armamenti e a protestare contro il progetto Undersec, che sviluppa tecnologie per la sicurezza portuale e sottomarina, con la partecipazione anche di aziende israeliane.

A livello nazionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è intervenuto sul caso durante un question time in Senato, affermando che non risultano coinvolte armi o munizioni italiane nel carico. «Non serve alcuna autorizzazione per materiali che non partono dall’Italia — ha detto — quindi non ho informazioni su cosa sia accaduto. Mi dispiace, ma non si trattava di armi italiane».

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Bloccati al porto di Ravenna due camion con esplosivi diretti in Israele proviene da Associated Medias.