di Velia Iacovino
L’agenzia di intelligence britannica lancia la piattaforma Silent Courier per attrarre informatori nei Paesi ostili. Sir Richard Moore: “La nostra porta virtuale è aperta”.
Una porta virtuale, nascosta nei meandri del dark web, per attrarre informatori da Paesi ostili come Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. È la nuova strategia di reclutamento lanciata dal Secret Intelligence Service (MI6), che – secondo quanto riportato dal Times – si affida a una piattaforma di messaggistica sicura, battezzata Silent Courier, per raccogliere segnalazioni e contatti con potenziali spie.L’iniziativa, presentata dal capo uscente degli 007 britannici Sir Richard Moore in un discorso a Istanbul, riflette il mutato scenario dell’intelligence internazionale: con la crescente difficoltà di operare sul terreno a causa di tecnologie di sorveglianza sempre più pervasive e dell’inasprimento dei controlli da parte di regimi autoritari, l’agenzia britannica sceglie di moltiplicare i canali online per accedere a fonti riservate. “Oggi chiediamo a chi possiede informazioni sensibili sull’instabilità globale, il terrorismo internazionale o le attività dei servizi segreti ostili di contattare MI6 in sicurezza online”, ha dichiarato Moore. “La nostra porta virtuale è aperta”.
Dalla strada al web: la rivoluzione dello spionaggio
L’idea è semplice ma rivoluzionaria: chi desidera collaborare con i servizi britannici potrà farlo senza incontrare fisicamente un agente, riducendo i rischi e facilitando la trasmissione di informazioni. Il Times sottolinea come ciò possa rappresentare una svolta soprattutto in Russia, obiettivo privilegiato dell’operazione, ma anche in Cina, dove – secondo fonti citate dal quotidiano – molti utenti utilizzano i forum del dark web per sfuggire alla censura e sono disposti a vendere informazioni dall’interno di aziende e istituzioni statali.Il ricorso al dark web, un’area nascosta della rete spesso associata a traffici illegali e attività criminali, non è una novità assoluta: la Cia e altre agenzie occidentali già da tempo utilizzano siti in formato “.onion”, accessibili con il browser Tor, per raccogliere testimonianze anonime e proteggere i propri contatti.
Una sfida al tempo delle telecamere e del riconoscimento facciale
La scelta di MI6 riflette anche il mutato contesto operativo: “È mille volte più difficile operare per strada oggi rispetto a quando ero un agente operativo”, ha spiegato al Times Ralph Goff, ex dirigente della Cia, ricordando come l’uso di alias e coperture sia ormai messo a dura prova da sistemi di sorveglianza digitale e dal riconoscimento facciale. Lo stesso Moore ha sottolineato che i servizi segreti sono “cruciali per calibrare i rischi e orientare le decisioni” in un’epoca in cui le minacce alla sicurezza del Regno Unito si moltiplicano e lo spettro di un futuro conflitto appare sempre più concreto.
Tecnologia e immagine pubblica
Il lancio della piattaforma Silent Courier arriva pochi giorni dopo un’altra iniziativa: l’apertura del primo account ufficiale di MI6 su Instagram, con l’obiettivo di avvicinare i giovani e “raccontare la propria storia” senza filtri cinematografici. Il debutto è avvenuto con un collage di volti celebri dei film di spionaggio, da Sean Connery a Colin Firth, accompagnato dal messaggio: «Per anni altri hanno raccontato la nostra storia. Ora tocca a noi distinguere i fatti dalla finzione». Il Foreign Office sostiene pienamente la svolta digitale. “Mentre il mondo cambia e le minacce si moltiplicano, dobbiamo assicurarci che il Regno Unito sia sempre un passo avanti ai nostri avversari”, ha dichiarato la ministra Yvette Cooper.
Se fino a pochi decenni fa l’immagine classica dello spionaggio era quella dell’incontro furtivo su una panchina o della consegna di documenti in una stazione ferroviaria, oggi il futuro sembra passare da reti cifrate, VPN e portali nascosti. Con una porta virtuale che Londra spalanca a chiunque, dall’interno dei regimi rivali, voglia varcarla.
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