di Carlo Longo

Lo storico marchio milanese, rilevato dalla ACM di Angelo Moratti, accelera il suo percorso di crescita restando un simbolo di continuità nella Milano che innova

di Carlo Longo

Lina Sotis lo ha detto dal primo minuto: “è il panino più buono del mondo”. E chiunque abbia assaggiato i prodotti di questa storica insegna milanese lo ha potuto effettivamente verificare di persona. E’ così che la nuova apertura a Milano della paninoteca De Santis in via Mercato, nel cuore del quartiere Brera, rappresenta più di una semplice novità gastronomica o anche più di un nuovo importante gradino del processo di crescita dell’azienda. Di fatto è un segnale di continuità culturale e identitaria di una città e di una classe imprenditoriale in costante trasformazione. Non a caso per festeggiare l’apertura del nuovo punto vendita, ad Angelo Moratti, che attraverso la sua Angel Capital Management controlla De Santis, si è unita a quella parte della città che ha sempre guidato i processi di innovazione, pur restando nel solco della tradizione.

Così a congratularsi con Angelo, tra un panino gourmet e un’ottima bollicina (neanche a dirlo della cantina Moratti), sono arrivati tutti quelli che Milano la conoscono davvero e molti di quelli che anche grazie al fondo d’investimenti creato dallo stesso Angelo Moratti hanno dato vita, in vari ambiti, a progetti imprenditoriali improntati all’innovazione figlia della grande tradizione milanese e nazionale. Con le prelibatezze De Santis in mano, nella nuova sede di Via Mercato si sono visti tra gli altri Vera Drossopulo e Antonello Benati di Manebì, Jacopo Sebastio di Velasca, Alberto Cartasegna di MiScusi, Matteo Pichi e Vittoria Zanetti di Poke House, Carlo Mazzoni di Lampoon e il migliore gelatiere d’Europa, Massimiliano Scotti. E con loro anche Paolo Gualdani Ceo di ACM e Alberto Corte Ceo di De Santis.

Il perché di tanta attenzione e di tanto successo affonda forse nella storia di questo illustre brand meneghino. Dalla sua fondazione nel 1964, De Santis ha infatti elevato questo alimento semplice a linguaggio gastronomico completo. Il nuovo punto vendita si inserisce dunque in un contesto a forte densità culturale, confermando la capacità del marchio di adattarsi ai mutamenti urbani restando fedele alla propria filosofia.

Fondata nel 1964 da Dina e Renzo De Santis, la paninoteca ha rivoluzionato il modo di intendere il panino, trasformandolo da semplice pasto veloce a espressione autonoma di gusto, capace di rispondere alle esigenze di una metropoli in fermento. Il primo locale nasce nel pieno del boom economico italiano, in un ex negozio di parrucche di Corso Magenta. È la Milano della modernizzazione, dei ritmi serrati, delle nuove abitudini urbane. In questo contesto, De Santis propone una visione inedita: il panino come pasto completo, curato negli ingredienti, capace di unire gusto, praticità e qualità. Un’idea che anticipa di decenni il concetto di “fast casual”, oggi così diffuso: un modello che coniuga rapidità e attenzione gastronomica, senza cedere al formalismo.

Brera, dove ora si insedia il nuovo punto vendita, non a caso è un quartiere che vive di cultura: Accademia, Pinacoteca, gallerie, ma anche scuole, librerie e abitazioni cariche di storia. L’ingresso di De Santis in questo ecosistema si inserisce con discrezione e coerenza: il locale si propone come una presenza costante in una zona frequentata da studenti, turisti, residenti e professionisti, coprendo l’intera giornata con una proposta sobria e precisa, come del resto è nello stile della casa.

Il nuovo spazio è progettato nel solco del modernismo milanese, con arredi essenziali, materiali caldi e una luce naturale che valorizza il banco. Una scelta di stile e di sostanza: qui non c’è spazio per l’eccesso narrativo o scenografico. Il panino resta protagonista, preparato al momento, in un ambiente che favorisce l’attenzione al dettaglio.

Il menu conserva alcune proposte iconiche che fanno parte della memoria collettiva milanese. Il “Derby”, ad esempio, richiama la storica rivalità calcistica tra Inter e Milan, evocando un tempo in cui lo sport era parte integrante della quotidianità cittadina. Il “Blues” racconta gli anni Settanta, epoca di fermento culturale, mentre il “Ronny” riflette gli anni Novanta e l’affermarsi di un’identità gastronomica legata anche al mondo dello spettacolo sportivo.

Alla base dell’offerta gastronomica restano ingredienti italiani selezionati, stagionalità praticata e filiere riconoscibili. I salumi DOP, i formaggi strutturanti, le verdure fresche e le salse equilibrate compongono un sistema coerente, senza eccessi, pensato per durare. La cantina arricchisce l’esperienza, con etichette italiane, francesi e internazionali: una selezione che accompagna il panino in momenti diversi della giornata, anche fuori dagli orari canonici.

Dal 2006 – come abbiamo accennato – la gestione è passata ad Angel Capital Management, segnando un nuovo capitolo nella storia del marchio. L’operazione non ha snaturato l’identità originale, ma ne ha favorito una crescita misurata. Oggi De Santis è presente a Corso Magenta — sede storica —, alla Rinascente in Piazza Duomo, nella Rinascente di Roma e ora a Brera. Una traiettoria che non cerca l’espansione massiva, ma piuttosto un raffinato lavoro di adattamento ai diversi contesti urbani: la strada storica, il grande magazzino, il quartiere culturale. Insomma De Santis è il luogo in cui la tradizione gastronomica incontra la contemporaneità urbana. Una bottega unica nel suo genere che diventa marca senza perdere l’anima artigianale e che si dimostra capace di offrire un’esperienza autentica anche in una città in continuo movimento come Milano.

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