di Corinna Pindaro

Dal 2026 il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, tornerà ad essere festa nazionale in Italia. Scopri cosa prevede la nuova legge, le ricadute per lavoratori e scuole, e come cambierà il calendario delle festività

san francescoIl Parlamento ha approvato il ritorno del 4 ottobre tra le festività civili. La data coincide con la solennità di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, e dal 2026 tornerà ad essere segnata in rosso sul calendario. Ciò significa scuole chiuse, uffici pubblici fermi e un giorno di riposo in più per i lavoratori, come già avviene per Natale, Primo Maggio o Festa della Repubblica.

La scelta non è casuale: l’iniziativa nasce in occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo, che si celebrerà proprio nel 2026. Tuttavia, poiché quell’anno il 4 ottobre cadrà di domenica, la prima giornata effettiva di festa sarà nel 2027.

Il percorso legislativo e i promotori della legge

A sostenere il ripristino sono stati in particolare i gruppi parlamentari di Noi Moderati e Fratelli d’Italia, con il pieno appoggio di Forza Italia e Lega. L’abolizione della festa risaliva al 1977, quando per motivi economici furono ridotte alcune ricorrenze civili.

Il provvedimento, approvato in commissione, è ora atteso in Aula alla Camera e successivamente al Senato per il via libera definitivo. Non sono mancate proposte alternative: tra queste, l’emendamento del deputato Dieter Steger (Misto-minoranze linguistiche), che chiedeva di inserire anche San Giuseppe (19 marzo) tra le feste nazionali. Il governo ha però respinto l’idea, sottolineando l’impatto eccessivo sui costi e il rischio di aprire la strada ad altre richieste simili.

Impatti su lavoratori e pubbliche amministrazioni

Per i dipendenti del settore privato la reintroduzione del 4 ottobre come giorno festivo si tradurrà in una retribuzione maggiorata, come previsto per le altre festività nazionali. Anche diverse categorie del pubblico impiego, comprese le forze dell’ordine, beneficeranno di questo nuovo riconoscimento, con lo Stato chiamato a coprire gli oneri economici legati alla giornata.

Celebrazioni e attività culturali

La legge non si limita a dichiarare il 4 ottobre festa nazionale. Viene anche previsto che scuole, enti locali e amministrazioni organizzino eventi, incontri e iniziative legate ai valori incarnati da San Francesco: pace, fratellanza, inclusione sociale e rispetto per l’ambiente.

Gli istituti scolastici, in particolare, saranno incoraggiati a proporre progetti didattici ed educativi che approfondiscano la vita e gli insegnamenti del Santo di Assisi, per trasmettere alle nuove generazioni i principi che lo hanno reso una delle figure più amate e universali della storia italiana.

Il nuovo calendario delle festività civili

Con il ritorno del 4 ottobre, l’Italia vedrà salire a dodici il numero delle festività nazionali. A quelle già riconosciute – Capodanno, Epifania, Pasquetta, 25 aprile, Primo Maggio, 2 giugno, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata, Natale e Santo Stefano – si aggiungerà dunque la ricorrenza dedicata al patrono d’Italia, rafforzando il legame tra tradizione, identità culturale e valori spirituali.

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