di Carlo Longo

Israele ipotizza un esilio dei leader di Hamas in Tunisia, mentre i rapporti tra Tunisi e Teheran si rafforzano. Saied si avvicina all’Iran, alimentando tensioni con Occidente e Stati Uniti

tunisiaSecondo l’emittente israeliana i24NEWS, Stati Uniti e Israele starebbero valutando con diversi Paesi, compresa la Tunisia, la possibilità di trasferire i dirigenti di Hamas fuori dalla Striscia di Gaza. L’idea sarebbe quella di un “esilio volontario”, sulla scia di precedenti storici. Per ora, però, non sono arrivate conferme ufficiali, e resta il dubbio se si tratti di un’indiscrezione manipolata o di un piano realmente in discussione.

Il precedente dell’OLP a Tunisi

L’ipotesi tunisina richiama alla memoria il trasferimento di Yasser Arafat e dell’OLP a Tunisi nel 1982, dopo l’evacuazione da Beirut. La capitale tunisina ospitò la leadership palestinese fino al 1994, ma quel periodo non fu privo di attacchi: dal raid israeliano del 1985 che colpì Hammam Chott, causando decine di vittime, all’uccisione del numero due dell’OLP Khalil al-Wazir da parte di un commando del Mossad nel 1988. Nel 2016, sempre in Tunisia, venne assassinato Mohamed al Zouari, ingegnere e dirigente legato a Hamas.

Avvicinamento tra Tunisia e Iran

A rendere più plausibile questa ipotesi c’è il recente rafforzamento delle relazioni tra Kais Saied e Teheran. A settembre, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghtchi ha incontrato Saied a Tunisi per discutere della crisi a Gaza e dei crimini del “regime sionista”. Già nel 2024, Saied aveva avuto contatti diretti con la leadership iraniana, partecipando al funerale del presidente Raissi e incontrando la Guida suprema Khamenei. Da allora i rapporti bilaterali si sono intensificati: eliminazione dei visti, apertura di voli diretti e cooperazione crescente sotto l’egida dell’Algeria.

Saied tra Occidente e alleanze alternative

Nonostante l’Unione Europea resti il principale partner commerciale della Tunisia, il presidente Saied ha scelto una linea politica sempre più orientata verso Russia, Cina e Iran, accomunati da una retorica anti-occidentale e propalestinese. Questa posizione ha destato critiche a livello internazionale. A febbraio 2025, il deputato repubblicano Joe Wilson ha accusato la Tunisia di sostenere l’estremismo regionale, proponendo di sospendere gli aiuti militari statunitensi, fondamentali per l’esercito tunisino.

Contrasti interni e tensioni sociali

L’apertura all’Iran non è priva di frizioni anche sul fronte interno. Nel febbraio scorso, la visita a Tunisi di Ansieh Khazali, ex vice presidente iraniana, ha suscitato polemiche: il suo discorso, che lodava il modello iraniano sulle donne e difendeva matrimoni precoci, ha indignato molte tunisine. La Tunisia, infatti, vanta una lunga tradizione di progressismo in materia di diritti femminili, sancita fin dal 1956 con la legge che abolì la poligamia e introdusse il divorzio, molto prima di altri Paesi europei.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Tunisia possibile rifugio per i leader di Hamas? Crescono i legami tra Saied e l’Iran proviene da Associated Medias.