di Ennio Bassi
Mosca nega responsabilità e parla di provocazione orchestrata da Kiev, mentre Varsavia rafforza l’allerta e chiede chiarimenti agli alleati
La caduta di alcuni droni sul territorio polacco ha scatenato un’immediata ondata di reazioni internazionali. Dal Cremlino sono arrivati commenti prudenti, seguiti da dichiarazioni ufficiali del ministero della Difesa e degli Esteri, volte a negare ogni responsabilità. Varsavia, dal canto suo, mantiene alta l’attenzione, consapevole della delicatezza della vicenda e delle sue implicazioni per la sicurezza regionale.
Russia: “La Polonia non è un obiettivo”
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha preferito non entrare nel merito, affermando che valutazioni di questo tipo spettano esclusivamente al Ministero della Difesa. Dal canto suo, il dicastero militare ha poi chiarito che «non erano previsti obiettivi da colpire sul territorio polacco», precisando che la portata massima dei droni che «presumibilmente» avrebbero attraversato il confine con la Polonia non supera i 700 chilometri. A sostenere questa linea è intervenuto anche il Ministero degli Esteri: «La Difesa ha confermato inequivocabilmente che non erano stati pianificati obiettivi da distruggere sul territorio polacco… Questi fatti concreti sfatano completamente i miti ancora una volta propagati dalla Polonia per un’ulteriore escalation della crisi ucraina».
Pur non intervenendo sulla vicenda, Peskov ha colto l’occasione per accusare i vertici di Ue e Nato di puntare il dito quotidianamente contro Mosca e ha avvertito gli alleati occidentali sui rischi di un eventuale dispiegamento di truppe in Ucraina: «I Paesi che assumono una posizione abbastanza viscerale non capiscono oppure non vogliono capire le terribili conseguenze di azioni così sconsiderate. Meno male che ci sono Paesi capaci di comprendere molto meglio la realtà».
Da Varsavia massima cautela ma allerta rafforzata
Le autorità polacche hanno evitato dichiarazioni polemiche dirette, ma hanno rafforzato i protocolli di sorveglianza lungo i confini e richiesto un aggiornamento urgente dei sistemi di difesa aerea. Fonti di Varsavia sottolineano che episodi di questo tipo, pur non nuovi, rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nazionale e vanno valutati insieme agli alleati Nato. In ambienti diplomatici si sottolinea la necessità di evitare allarmismi, ma allo stesso tempo di non sottovalutare un segnale che, in prospettiva, potrebbe trasformarsi in un punto di frizione più serio con Mosca.
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